Marzocca in bilico tra cabaret e teatro con un «amarcord» tutto da ridere

«Dal recital - spiega Marco Marzocca - mi sono buttato in una mezza commedia, e certo questo debutto in un teatro importante e nella mia città mi emoziona». È con una sottile preoccupazione che l’attore, conosciuto dal grande pubblico principalmente per la partecipazione alla serie tv Distretto di polizia, presenta il suo nuovo spettacolo, Da giovidì a giovidì in scena al Brancaccio da oggi al 15 febbraio. La storia si snoda nello studio del produttore Stefano Toro (Stefano Sarcinelli), figlio del notaio Raimondo, dove c’è anche un collaboratore domestico, lo sconclusionatissimo Ariel, che non mancherà di combinare disastri di ogni tipo. La trama: una giornata di audizioni organizzata dal produttore che comincia con un inedito Marco Marzocca, nei panni di se stesso che, accompagnato dal suo agente (Max Paiella), propone una sceneggiatura. Segue una carrellata di personaggi interpretati ora da Marco Marzocca, ora dall’eclettico Max Paiella, che daranno vita a continui colpi di scena, rivelando nel secondo atto il complesso rapporto tra il notaio e il figlio. «È proprio la figura del notaio - chiarisce Marzocca - quella a cui sono più legato, si tratta di un personaggio nel quale c’è dentro tanto della mia infanzia, i miei nonni, quelli dei miei amici e tanti professori che amavano ripetere sempre "ai miei tempi" e che ci subissavano con i loro sermoni».
Lo spettacolo in due atti gioca continuamente sul rapporto tra teatro e cabaret insistendo sulla diversità specifica tra i due generi. «Adoro il teatro conclude Marzocca - rispetto alla tv l’ansia dura solo fino al debutto, poi ci si diverte e basta».