Marzorati a 54 anni fa una magia e lancia Cantù

In campo pochi secondi, Pierlo porta bene ai suoi che a 11’’ dalla fine, con un tiro da 3, battono la scudettata Benetton

Oscar Eleni

Vietato essere miscredenti quando sul campo succedono cose che sono vicine ai sogni di una società che compie 70 anni: Cantù e il suo mago Merlino Marzorati, la Brianza cestistica che sceglie la pirateria per andare a scassinare il forziere della Benetton campione d'Italia battendola di un punto, dopo aver inseguito affannata per tutto il tempo, con un canestro - a 11’’ dalla fine - di Michael Jordan, nome da dolci ricordi, carriera un po' diversa da quella del più grande di ogni tempo.
Un minuto e quarantotto secondi al Pierlo che una volta era l'angelo del Cantuky e ora, per tanto tempo speriamo, diventerà il suo angelo custode cinquantaquattrenne che ha deciso di tornare a lavorare per la società dove arrivò bambino da Figino Serenza, mettendoci faccia, idee, la forza interiore che ne ha fatto un giocatore ed un uomo speciale, ai confini della santità e della follia. Poi partita dura, scoprendo che la nuova Benetton guidata dal mascherato Zizis era bella solida, libera di testa, leggera per due tempi e mezzo quando sembrava non sentire le mani fredde di Richie Frahm, non sapendo come far scendere dalle nuvole Angelo Gigli. Cantù e le sue tradizioni, questa voglia di non arrendersi mai, scoprendo poco a poco il tiro di McGrath e questo Jordan che ha servito 7 assist, segnato 25 punti con 10 su 15 al tiro, 3 recuperi, una energia che sembrava presa davvero dalle mani del Pierlo. Anche così pareva difficile recuperare, Goree aiutava i tutti verdi a capirsi meglio, ma la crisi collettiva spegneva già le luci alla fine del 3° quarto, però, a poco più di un minuto dalla fine, sembrava che gli elfi del bosco non avessero la forza per sostenere il sogno, quelle maglie colorate tendenti all'oro. Williams e le sue manone a rimbalzo, poi McGrath, infine Jordan.
Il campionato parte dicendo ai campioni di ragionarci un po' sopra, intanto Cantù impazzisce nella settimana dove ci siamo confusi su tante cose perché il Basile decisivo per Barcellona contro Filadelfia era proprio vero, non l'uomo in lacrime di Saitama, perché vedere il Cska spazzare via i Clippers ci aveva dato un gusto folle, allargando le voglie in maniera esagerata e sconsiderata come abbiamo poi visto quando i Phoenix hanno ricordato a Roma che cosa serve per essere da Nba e, soprattutto, quando San Antonio ha saccheggiato la bottega del Maccabi che sembrava essere nuovamente ricca grazie all'allenatore Spahja, dopo la cavalcata francese sulla Fortitudo.
Il mezzogiorno di Cantù per convincerci che anche un campionato costretto a cedere a migliori offerenti cervelli e talenti sarà bello abbastanza se voleremo con la polvere d'oro di Merlino Marzorati.