Marzotto, la famiglia serra i ranghi Via all’Opa sul gruppo

da Milano

Un nuovo capitolo per la saga della famiglia Marzotto: protagonista Andrea Donà dalle Rose, capofila di uno dei numerosi schieramenti all’interno della dinastia imprenditoriale, che ha preso il controllo assoluto del gruppo tessile, annunciando l’Opa.
Un’operazione condotta in due tempi, attraverso la società Wizard, controllata totalmente dallo stesso Donà dalle Rose, che però ha aggregato altri rami della dinastia di Valdagno: Matteo Marzotto, azionista insieme ai fratelli e al padre Umberto della finanziaria Trenora, e la famiglia di Giannino Marzotto. Tutti hanno conferito le proprie azioni (rispettivamente 9,6 milioni e 3,5 milioni di titoli, valorizzati 3,49 euro) dell’azienda alla Wizard. «Lo abbiamo fatto per creare un azionariato stabile nei confronti di un’azienda di tradizione, che offre lavoro a 3.500 persone e ha una dimensione istituzionale e sociale», ha spiegato Matteo Marzotto. «Con gli altri membri della famiglia ci siamo riuniti, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di rafforzare l’azionariato di Marzotto, ritenendo che si tratti di un’azienda rilevante, che ha bisogno di un contesto societario preciso e chiaro, come garanzia anche nei confronti di tutti gli azionisti», ha concluso il giovane manager.
Alla fine della prima grande manovra di riassetto - una volta perfezionati i contratti (ovvero il 23 maggio) - la finanziaria deterrà il 43,36% di Marzotto e a sua volta sarà controllata per il 57,27% dallo stesso Donà dalle Rose, per il 31,3% da Trenora e per l’11,4% dalla famiglia di Giannino. Non sono previsti patti parasociali in Wizard o particolari diritti per gli azionisti.
D’altronde, non è certo la prima volta che si «riaggiustano», i pacchetti azionari all’interno del gruppo di Valdagno, dopo la scissione di Valentino e l’uscita di scena del patriarca, il conte Pietro Marzotto. Non sempre in modo indolore, però: i mercati non hanno certo dimenticato la «guerra di successione» per il controllo della Zignago.
Ma la manovra di Donà dalle Rose prevede un secondo tempo: Wizard, infatti, ha siglato anche alcuni contratti put&call che le attribuiscono il diritto e l'obbligo di rilevare ulteriori azioni fino ad arrivare al 53% del capitale di Marzotto, con il conseguente lancio dell’Opa obbligatoria. Il periodo di esercizio è 60 giorni dal 20 aprile.Il prezzo sarà pari a 3,99 euro per azione, lo stesso al quale sono state stipulare le opzioni per le partecipazioni di Leonardo Capital Fund (4,82%), Massimo Caputi (3,55%) e Soges (1,34%). Se al termine dell'offerta avrà ottenuto adesioni superiori al 90% del capitale di Marzotto, Wizard promuoverà un'offerta pubblica residuale finalizzata alla revoca della quotazione. Il titolo è stato sospeso, subito dopo l’annuncio.