Mascagni, dire «Sì» in musica

Torna puntuale come ogni anno la School of Music dell’università di Yale con i suoi tesori musicali. Domani, ecco la chicca, la Compagnia della Yale University propone l'unica operetta di Pietro Mascagni Sì questa volta, però con l'orchestra Verdi, diretta da Giuseppe Grazioli: un direttore d'orchestra giovane, ma con le idee chiare e pronto a spiccare il volo. In una intervista al Giornale d'Italia nel 1919 - ma le cose a tutt'oggi non sono migliorate - Piero Mascagni spiegava: «L'operetta da noi è indubbiamente in una palese e umiliante decadenza. Di chi è la colpa? Innanzi tutto delle esecuzioni ed è inutile che io insista su questo tono... stonato. Poi i musicisti italiani insistono nel seguire ciecamente la moda viennese e giù a rubare nel pascolo abusivo di valzer svenevoli e insistenti. Inoltre i nostri operettisti hanno un altro torto ed è quello di fare della musica affettiva, come se componessero un melodramma. Ora, in un'operetta nulla v'ha da prendere sul serio, nemmeno l'amore. Tutto in essa deve essere satira, arguzia, allegria, caricatura...». Dopo aver assistito al suo Sì sapremo se ha fatto tesoro di quanto lui stesso ha detto, o se si è comportato come tutti gli altri musicisti del tempo da lui criticati. Sarà interessante assistere a questo poco conosciuto lavoro mascagniano.
Mascagni del resto non fu l'unico celebre operista a dedicarsi all'operetta. Con lui si cimentarono Puccini (La rondine, 1917), Leoncavallo (La Reginetta delle rose 1912) e Giordano (Giove a Pompei 1921) che vanno sicuramente elogiati per i loro tentativi, ma, c'è da osservare che nonostante tutto, come tutti gli operisti si sanno esprimere solo con un linguaggio più aderente al teatro lirico leggero che all'operetta vera e propria.
Un'altra operetta ben poco eseguita da noi è La Périchole (9 giugno) di Offenbach, sempre con il cast della Yale University, l'Orchestra della Verdi, questa volta è diretta da Samuel Jean. L'ultima operetta messa in scena dalla Yale University è Fruehling abbinata ai Sette peccati il ballet chanté di Kurt Weil. Questa volta l'orchestra della Verdi è diretta da Ruben Jais, un direttore che cresce di anno in anno.
Un encomio particolare, invece all'Auditorium di largo Malher, che da sala da concerto impegnata com'è, ha saputo capire l'importanza di queste riscoperte.

Auditorium
Oggi, ore 20.30
02-83389401