Maschere horror e chitarre ruggenti al Palasharp Tre band per la grande notte dell’heavy metal

Quando non suonano sembrano davvero dei bravi ragazzi. Persino ben educati. Un volta sul palco, invece, gli Slipknot (quest'anno per la prima volta in testa alla classifica americana con il nuovo album «All hope is gone») è tutta un'altra storia.
Indossate le terrificanti maschere horror da clown sopravvissuti all'olocausto nucleare che nascondono i volti (ci sono quella con il nasone fallico che ricalca i drughi di «Arancia meccanica», la gabbia che fa tanto Hannibal e «Il silenzio degli innocenti», la testa piena di chiodi come quella del mostro di «Hellraiser»), i nove ragazzi di Des Moines, Iowa, stato-granaio delle «big plains» statunitensi, erigono un vero e proprio «muro del suono», eccessivo e furioso, da incubo postmoderno. Tra le esperienze più forti (anche a causa dei testi impregnati di odio e parolacce) del metal nella sua accezione più aggiornata. Un genere che, per quanto sistematicamente snobbato dai media che contano, è tutt'altro che di nicchia. In realtà, gode di ottima salute, fa numeri importanti sia a livello di concerti dal vivo sia di vendite discografiche, ed è molto seguito. Tanto per capirci, allo show di questa sera (dalle 19) al PalaSharp dell'ensemble mascherato e in tuta arancione da braccio della morte (ma il travestitismo nel metal non è una novità: basti pensare ai Kiss, ad Alice Cooper, al controverso Ozzy Osbourne, mitica voce dei Black Sabbath), in grado di assicurare un autentico bombardamento a tappeto di decibel innescato da chitarre incandescenti come scorie metalliche in un altoforno e amplificato da una potenza ritmica simil-marziale messa a punto da un apparato percussivo che consta di due batterie, troverete giovanissimi (alcuni amano travestirsi come i loro idoli), e anche coloro che giovanissimi non sono più da anni. Un pubblico fedele e previdente: non appena è venuto a conoscenza del passaggio milanese degli Slipknot (a proposito: il chitarrista James Root è fidanzato con Cristina Scabbia dei milanesi Lacuna Coil, una delle pochissime donne del rock-metal internazionale), accompagnati per l'occasione da Machine Head e Children of Bodom, è subito corso ad acquistare il biglietto in prevendita. Risultato: tutto esaurito. E già dalla fine dell'estate. E allora, a ben guardare, è forse arrivata l’ora di prestare un po’ più di attenzione a un fenomeno musicale e di spettacolo che, comunque, dice la sua, alla faccia della risposta dei media.
Slipknot, Machine Head
e Children of Bodom
Stasera, dalle 19
PalaSharp di Lampugnano
sold out