Maserati Wester: «In Usa l’auto elettrica è senza futuro»

Harald Wester, l’ingegnere tedesco responsabile della tecnologia del prodotto di tutte le divisioni di Fiat Group e, da alcuni mesi, anche alla guida del marchio Maserati non ha dubbi: «All’auto elettrica non ci credo. Nessuno dei concetti presentati al Salone di Detroit avrà impatti importanti sul business dei costruttori nei prossimi anni». È categorico il giudizio negativo del capo degli ingegneri del Lingotto sulla strategia che le case americane, in particolare, hanno deciso di adottare per uscire dalla crisi. «Prima di tutto - aggiunge Wester, che in passato ha lavorato anche in Ferrari - c’è una questione di prezzo: queste vetture, senza la batteria, costeranno tra 2mila e 8mila dollari in più, almeno. A che cosa servirà una quantità omeopatica di veicoli elettrici se, poi, non si riuscirà venderli?». Wester vede nero nel futuro dei gruppi di Detroit, sempre troppo ancorati ai grossi Suv e pick up che paragona a «dinosauri con una pillola di Viagra». E anche sui tentativi dei costruttori tedeschi di diffondere le motorizzazioni diesel negli Stati Uniti, l’ingegnere di Torino è tranciante: «Il diesel non riuscirà a sfondare in America, gli automobilisti di qui non lo vogliono».
Wester non risparmia nemmeno la claque composta da operai e impiegati organizzata da Rick Wagoner, presidente della General Motors, che ha accompagnato la sfilata dei modelli elettrici del gruppo durante la giornata di apertura della rassegna: «È un segno di disperazione da parte degli operai della Gm, tutta gente sicuramente capace di svolgere il proprio lavoro». Il “fuori programma” del manager tedesco è avvenuto durante la presentazione dei dati di Maserati, che con Lamborghini, è l’unico marchio italiano a esporre fino al 25 gennaio a Detroit. La casa del Tridente, comunque, nonostante la situazione critica dell’economia, ha chiuso il 2008 con vendite in crescita nel mondo del 17% (quasi 8.600 vetture consegnate), ma è consapevole che «il 2009 non sarà un anno facile». E anche se a Modena si ritiene di essere bene attrezzati per poter superare le sfide future, in questo momento lo stato maggiore di Maserati non azzarda previsioni. Wester ha spiegato che i risultati del 2008 «sono il frutto del lavoro realizzato in precedenza», che ha permesso al marchio di registrare rialzi delle vendite in tutti i 58 mercati su cui è presente, con una crescita compresa tra l’1% e l’86%, compresi gli Usa dove l’incremento dello scorso anno è stato dell’1 per cento.
PBon