Massa allontana Barrichello «Niente lagne, mi rifarò»

Il pilota brasiliano non vuole fare la fine del suo predecessore in Ferrari: simpatico ma perdente. «Non mi abbatto, mi fido del team»

Sarà un mese più caldo del solito, quello di agosto, per la Gestione Sportiva Ferrari. L’unica cosa fredda saranno le vacanze per la maggioranza degli uomini: congelate. L’obiettivo è quello di scoprire cosa sia successo al motore della F2008 che ha ceduto a tre giri dalla fine del GP d’Ungheria privando Massa di una vittoria meritata, di correre ai ripari ed evitare che il problema si possa ripetere. La monoposto non è stata caricata di consueto su un Tir, ma riportata subito a Maranello su un mezzo veloce. Il propulsore è stato smontato: gli specialisti pensano di avere capito cosa sia successo, ma attendono approfonditi esami sui materiali, prima di tirare delle conclusioni.
Ieri al tradizionale incontro del dopo-gara, durante il quale si esaminano i dati raccolti e si fanno i programmi a breve scadenza, era presente anche Luca di Montezemolo. Il presidente della Ferrari ha fatto i complimenti alla squadra per la capacità di reazione dimostrata a livello di prestazioni, ma ha anche avvertito: «Purtroppo non è stata sufficiente per vincere perché ci è mancata l’affidabilità. Dobbiamo continuare a lavorare con umiltà, determinazione e volontà per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi». Dunque tutti pancia a terra in vista dell’inedito GP di Valencia del 24 agosto, dove sulle «rosse» sono previste molte novità che saranno provate in un collaudo sulla pista di Fiorano.
Nel frattempo, per decisione del direttore Stefano Domenicali, sono stati fatti dei piani per migliorare i risultati di Raikkonen in qualificazione. Il programma prevede uno speciale addestramento dei tecnici che lavorano con il pilota finlandese, in maniera da metterlo nelle migliori condizioni per esprimersi al massimo quando lotta contro il cronometro per un posto nelle primissime file dello schieramento di partenza.
Felipe Massa, intanto, è andato in Brasile per ricaricare le pile. Aveva gli occhi asciutti dopo le lacrime versate domenica, quando era tornato ai box a piedi, lasciando la sua Ferrari in pista. Una corsa così, quella partenza da gran campione, non si può dimenticare. Ma il pilota di San Paolo è forte, sa che potrà rifarsi. A differenza del suo predecessore Barrichello, simpatico e gentile ma un po’ troppo piagnone, il pilota la cui famiglia è originaria di Cerignola sembra trarre nuova energia dalle disgrazie. Quando lo criticano, lui reagisce diventando più veloce. «È vero – ha ribadito Massa – sono frustrato. È dura vedersi sfumare un risultato di questa portata che fra l’altro, con la foratura di Hamilton, mi avrebbe portato nuovamente in testa alla classifica. Però non mi abbatto, sono convinto che il vento potrà girare anche dalla mia parte. Ho una gran fiducia nella squadra».
Parole di incoraggiamento per Felipe arrivano anche dal suo connazionale Barrichello, il quale, invece di parlare delle deludenti prestazioni sue e della Honda, ha preferito cantare le lodi di Massa, con il quale in passato non ha mai mostrato grande amicizia: «Provo dolore per lui. Ho visto le immagini televisive del via a Budapest. Ha preso dei rischi, ma è stato eccezionale, coraggioso. Avrebbe dovuto vincere alla grande. Tutto il Brasile che tifa per la Formula 1 lo ha ammirato e non ha potuto fare altro che dargli il massimo dei voti: 10. Felipe non deve assolutamente sentirsi in colpa, ma soprattutto mantenere la mente fredda e pensare solo alla prossima gara per presentarsi in gran forma. Per un pilota nel circuito dei motori vincere una gara può anche valere tutta una carriera. Perderla in quel modo e con una Ferrari è un disastro. Bisogna essere forti».