Massa battezza la pista di Valencia Hamilton lo bracca, Kimi quarto

Sesta pole stagionale per Felipe ma subito dietro c’è la McLaren dell’inglese. Kubica precede Raikkonen, sorpresa Vettel: sesto

da Valencia

Tre settimane di vacanza non sono bastate per metabolizzare la delusione di Budapest. Perdere una gara già vinta a pochi minuti dalla fine è una botta terribile per un pilota che aspira al titolo mondiale. Anche per questo motivo Felipe Massa ha compiuto un mezzo miracolo conquistando una pole position che lo riporta al punto di partenza oggi nel Gran Premio d’Europa. Il brasiliano ha spinto la sua Ferrari davanti a tutti in una sola curva, la prima del nuovo circuito spagnolo, nella quale ha trovato quei due decimi di secondo che gli sono serviti per battere Lewis Hamilton. Tutto è avvenuto negli ultimi istanti della qualificazione. Forse l’inglese stava già festeggiando in cuor suo un risultato che gli avrebbe consentito di guardare con grandissima fiducia alla gara, quando il pilota di San Paolo è passato come un fulmine sul traguardo e lo ha trafitto.
«È vero - ha spiegato Massa persino commosso dalla sua prestazione - nel giro decisivo sono riuscito a fare un bel miglioramento nel primo tratto della pista. La pole è arrivata proprio da lì. La volevo e l’ho presa. Quei due decimi di vantaggio sono stati provvidenziali. Adesso posso soltanto sperare di disputare una corsa giusta. Sino alla fine». Sarebbe la maniera più bella per festeggiare la sua 100ª presenza in Formula 1.
Non si può dire che le emozioni siano mancate nel tracciato cittadino che si sviluppa intorno al porto. Massa e Hamilton si ritrovano per la sesta volta accanto in prima fila, ma alle loro spalle ci sono un rigenerato Kubica e Kimi Raikkonen. Il quarto posto del finlandese non è il massimo della vita per un pilota dalle grandi ambizioni. Lui però vede la situazione dalla parte migliore, anche perché nelle due gare precedenti si era piazzato solo sesto nello schieramento: «Non è quello che speravo, ma non è neppure la fine del mondo. Purtroppo nel mio ultimo tentativo ho bloccato un paio di volte le ruote. Niente di drammatico ma su questa pista una piccola sbavatura può costare molto. Mi auguro di effettuare una buona partenza e credo di poter ancora dire la mia per la vittoria».
Ammesso che la sfida per il podio sia limitata ai due piloti della Ferrari e a quelli della McLaren (Kovalainen è quinto al via) con l’inserimento del funambolico Kubica, c’è da rilevare che qualcosa di nuovo si muove alle spalle dei soliti protagonisti. Una ventata fresca arriva da Sebastian Vettel, il più giovane per piloti nel Mondiale con i suoi 21 anni appena compiuti, capace di piazzarsi sesto e di ottenere anche il miglior tempo assoluto della giornata, nella seconda sessione. Il tedesco, protetto da Michael Schumacher (presente ieri ai box Ferrari, che lo spinge come suo possibile erede) ha ottenuto non solo il suo risultato migliore, ma ha anche portato la Toro Rosso, ex Minardi, ad alto livello insieme con il suo compagno di squadra Bourdais, decimo. La squadra con sede italiana, a Faenza, fa progressi da gigante grazie anche alla bravura del suo direttore tecnico Giorgio Ascanelli e al motore Ferrari che ha adottato. Fra l’altro quattro propulsori di Maranello sono nei primi dieci posti.
Come sempre le strategie saranno determinanti. Le Ferrari sembrano usare meglio le gomme e questo è un buon vantaggio. Dietro gli altri, guidati da Alonso che parte in sesta fila, probabilmente punteranno su un solo pit-stop e magari sulla safety car, per rivoluzionare i pronostici.