Massa campione dei ragionieri "Uso la testa e penso al titolo"

Monza, il brasiliano nella pioggia segue un gruppetto guidato da Vettel. &quot;Non sono Superman, ora spero che Kimi tenga dietro Hamilton&quot;. <a href="/a.pic1?ID=290423" target="_blank"><strong>Vettel, il piccolo Schumi</strong></a>: &quot;Come volavo sull'acqua...&quot;

nostro inviato a Monza

C’è chi è naturalmente dotato e c’è chi è costretto a studiare e apprendere. Un esempio del primo genere è il signor Raikkonen, benché qui a Monza qualcuno abbia messo volutamente in dubbio le sue doti. «In certe manovre non ha le palle» aveva detto in modo poco british l’inglesino della McLaren. Felipe Massa, invece, è un esempio del secondo genere, cioè dei mediani che diventano bomber, dei normali che si trasformano in super solo con l’applicazione e, ammettiamolo, un certo quantitativo di lezioni private. Nel mezzo del nubifragio di Spa, sette giorni fa, il brasiliano aveva portato a casa la sua Rossa, mentre Hamilton barava e Raikkonen si schiantava. Ieri, il ragazzo di San Paolo ha concesso il bis, acciuffando sotto il diluvio il diritto a giocarsi la terza sessione con Raikkonen e Hamilton già in camerino.
Primo risultato? I due dotati naturalmente scatteranno oggi quattordicesimo Kimi, e quindicesimo Lewis. Secondo risultato? Eccetto Kovalainen scudiero McLaren in seconda posizione, Massa si troverà davanti un gruppetto di arrembanti formato da Vettel su Toro Rosso (la ex Minardi motorizzata Ferrari) incredibilmente in pole e poi Webber e poi Bourdais (Toro Rosso) e poi Rosberg. Per cui gente che nulla c’entra con il rush mondiale. Tanto più che le Toro Rosso motorizzate Ferrari avranno cura di non creare casini alla Rossa del brasiliano. Almeno ciò si spera e prevede.
«Sono piloti duri» ammetterà Felipe «ma io farò attenzione alla prima curva, visto che c'è tutta una gara da correre e non voglio vanificare questa chance mondiale». Sarà questa la sua risposta agli scettici che l'hanno subito criticato perché con la Ferrari, nubifragio o meno, si deve fare la pole punto e basta. «Dite che non ho sfruttato l'occasione al cento per cento? Non è vero, e poi non sono mica superman. Le condizioni della pista erano terribili per tutti, ho fatto il massimo che potevo. Certo, non sono davanti, però alla fine mi sembra sia stata una qualifica positiva».
Visto però che l'ambiente non è mai stato tenero con il ragazzo, visto che, si sa, Felipe è meno dotato naturalmente, ecco piombargli addosso un altro domandone: ok, Massa, allora che problemi ha avuto? «Lo ripeto, nessun problema - dirà -, sono solo stato un poco più lento degli altri nell'ultima fase di qualifica, ho trovato traffico, non si vedeva molto... Però in quella precedente, nel Q2 corso sotto il diluvio, sono stato l'unico a migliorare il tempo». Ancora: «E adesso no, credetemi, il mondiale resta sempre un sogno, diciamo un sogno più vicino visto che alla vetta mancano due punti. So bene di avere una grande opportunità e in gara darò il massimo per superare gli altri, però non farò l'impossibile: guardate che ho la testa a posto, non ho voglia di trasformare una grande chance in un'occasione sprecata, gestirò tutto in modo intelligente. Il duello fra Hamilton e Raikkonen? Andrà in scena una sfida dura e spero che Kimi riesca a stargli davanti: già questo mi sarebbe molto d'aiuto...».
E guardando dritto negli occhi i molti scettici: «Forse il sesto posto non è un gran risultato di per sé, ma in chiave mondiale è importante... Posso puntare al podio, a una vittoria, ma la verità è che non voglio strafare... Devo solo pensare al titolo mondiale». Felipe sarà anche andato a lezione da Schumi, però sembra un piccolo Prost. Un po' ragioniere e un po' professore della F1. Meno dotato di Senna, ma non meno vincente.