Massa collezionista di pole

Montmelò - Tre centesimi. A trecento all’ora sono più o meno due metri. Questo il distacco fisico fra la prevista - alla vigilia del mondiale - seconda guida ferrarista, e l’acclamato due volte campione del mondo. Felipe Massa è davanti a tutti, lui paperino brasiliano che gara dopo gara, pole dopo pole (è la terza di fila quest’anno, la quinta negli ultimi sei gp) doveva fare da comprimario a Raikkonen, doveva farsi crocefiggere dopo l’erroraccio malese, doveva continuare la tradizione sfigata inaugurata da Barrichello, è invece eccolo qui a mostrar attributi, a far da prima guida. Fernando Alonso lo segue di un respiro ed è un seguire pieno di tensione perché ci sono i 240mila di Montmelò (tanti saranno i presenti fra sabato e domenica), e c’è la Spagna tutta che aggiunge Gran premi al calendario pur di vederlo correre da vicino. Dietro loro, Raikkonen, l’algido finlandese che se ne sta lassù in vetta alla classifica mondiale assieme allo spagnolo e alla rivelazione nera e non solo, Lewis Hamilton (ieri quarto).
Tutti soddisfatti, dunque, tranne Kimi che alla vigilia aveva annunciato «ho finalmente risolto i problemi di set up della mia macchina», aveva precisato «dopo i test fatti qui la settimana scorsa posso davvero guidare come piace a me», e invece è ancora dietro a guardare gli scappamenti del brasilero. Per cui ammette: «Non posso essere felice, diciamo che il terzo tempo è meglio di niente». Poi sussurra: «Sta diventando una consuetudine partire terzo... purtroppo, nel mio secondo tentativo la macchina scivolava un po’».
«Sono strafelice», tracima invece Massa, «sono contento» gli fa eco Alonso, però la verità vera è che i due si sono dati appuntamento alla prima curva. «Perché partirò dal lato sporco», spiega Fernando «ma il rettilineo, prima della staccata, è molto lungo per cui c’è la possibilità di attaccare». Felipe, invece, si sbilancia meno, la lezione malese - quando Hamilton lo beffò al via - ha avuto il suo bravo effetto e già in Bahrein ha chiuso e controllato la strada che pareva Schumi. Forse un po’ più gentile del tedesco, celebre per il suo tagliare allegramente la strada. «Sì, è vero, sono quattro decimi davanti al mio compagno – prosegue Felipe -, ma ricordatevi che io ho imparato da Michael Schumacher, è stata una scuola molto importante per me. Grazie a lui sono arrivato quasi al suo livello… Ora mi posso battere contro qualsiasi pilota... Tre pole di fila sono una bella soddisfazione, dimostrano la grande velocità della Ferrari. Partire davanti a tutti, qui, può rivelarsi fondamentale, ma non voglio dire altro. La verità è che siamo davvero tanto tanto vicini: le McLaren sono incollate, in questo week end ci sono persino state davanti». Alonso lo ascolta e, nonostante la pressione del correre in casa davanti ai calienti connazionali, sembra meno teso che in Bahrein. Non foss’altro per aver messo dietro, a tre decimi, il compagno ingombrante e talentuoso: «Essere costantemente nelle prime file dimostra che siamo veloci»; e a confermare le parole di Massa: «È vero, quest’anno tutte le gare saranno combattute sul filo, come piloti dovremo dare sempre il 110 per cento... in gara voglio sentire il mio pubblico urlare ad ogni curva, voglio che mi spinga, voglio averlo con me in macchina». Non sa ancora che il quasi debuttante e suo compagno Hamilton ha appena detto: «Deluso io? Perché mai? Ho fatto un giro perfetto, Fernando mi è davanti solo perché ha meno benzina». Povero Alonso, i nemici non sono solo rossi.