Massa conquista Valencia e la Ferrari

Felipe trionfa a Valencia: la prima guida del Cavallino è lui. Hamilton (2° e fischiato) rimane leader della classifica. Kimi prima investe un meccanico poi rompe il motore

Valencia - Per fortuna che c’è Massa. Pole position, vittoria, la quarta della stagione, la nona con la Ferrari e, ciliegina sulla torta, anche il giro più veloce in gara. In una giornata in cui il Cavallino ha zoppicato ai box, con un paio di distrazioni pericolose, e in pista ha ritrovato i fantasmi di Budapest con una fumosissima rottura del motore sulla vettura di Raikkonen, Felipe ha guidato da campione, conquistando il Gran Premio d’Europa, davanti a circa 120mila spettatori.

In un circuito nel quale non si sono verificati gli incidenti che tutte le squadre temevano e dove ancora una volta i sorpassi sono rimasti un ricordo di altri tempi, il brasiliano ha impresso il suo timbro speciale, dedicando il successo al Brasile («Questa è la mia medaglia d’oro»). E forse si è anche appiccicato i galloni da capitano della squadra nella sfida per il mondiale, visto che il finlandese, guasti a parte, non è apparso al meglio della forma.

La classifica del campionato, con Hamilton e Kubica rispettivamente sul secondo e terzo gradino del podio, dopo 12 gare disputate su 18, resta abbastanza impiombata. Massa ha guadagnato 2 punti sull’inglese della McLaren e dovrà tentare di recuperarne ancora sei per raggiungere il rivale, mentre Raikkonen ha perso strada ed ora è staccato di 13 lunghezze da Lewis. Certo che se Hamilton continuerà comunque a piazzarsi bene, il compito del pilota di San Paolo non sarà né semplice, né facile. Maranello rimane al comando fra i Costruttori, ma la McLaren si avvicina pericolosamente e ha ridotto il gap a 8 punti. Nelle ultime quattro corse il team di Woking ne ha portati a casa 60 contro i 30 di quello italiano.

La Ferrari in ogni caso chiude il capitolo Valencia con un bilancio a doppia velocità. Da una parte le prestazioni brillanti della F2008 e di Massa, dall’altra la mancanza di affidabilità e l’abulia di Raikkonen, difeso giustamente da Stefano Domenicali, direttore della squadra, ma senza ombra di dubbio in un momento di appannamento. Kimi non vince più da otto corse, è debole in qualificazione e in partenza. Anche ieri al via ha perso una posizione, superato da Kovalainen.
È pur vero che il finlandese scattava dalla parte sporca della pista, ma è anche l’unico che è stato scavalcato fra i migliori. Se continuerà così non soltanto non potrà difendere il titolo ottenuto lo scorso anno, ma non potrà neppure dare una mano al compagno di squadra. Anche se - come ha sottolineato Domenicali - nel 2007 aveva vinto pur avendo 17 punti di svantaggio nei confronti di Hamilton a due gare dal termine del campionato.

Pur guardando al bicchiere mezzo pieno, Massa si è detto preoccupato: «Sono strafelice della vittoria, arrivata dopo il disastro dell’Ungheria. Credo di essere stato veloce, la mia vettura era perfetta, mi ha consentito di respingere gli attacchi iniziali di Hamilton e di batterlo soprattutto nella seconda parte della gara, quando ho dato il massimo. È chiaro che dopo aver visto Kimi e dopo quello che era successo a Budapest, negli ultimi giri ero teso. Ma pensavo anche che non poteva capitarmi due volte di seguito un guaio del genere. L’affidabilità è il nostro problema quest’anno. Dobbiamo risolverlo se vogliamo lottare sino in fondo. Le prestazioni ci sono, non dobbiamo più fermarci». La Ferrari sarà in pista da domani a Monza, sino a venerdì, per una serie di test ai quali si uniranno le altre squadre. Ma a Maranello i tecnici saranno occupati a scoprire cosa è successo al motore della vettura di Raikkonen. Anche se già fanno sapere che si tratta dello steso guaio di Budapest: il cedimento della biella.