Massa e Raikkonen fuori La Ferrari peggio di tutti

Mai così male dal 1992 nel primo gran premio del mondiale Volano Button e Barrichello. Domenicali: &quot;Non siamo all’altezza&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=340044" target="_blank">Hamilton, imboscata a Trulli: 3° con il trucco
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Melbourne - Quando si osserva un altro pianeta e tutt’attorno ci sono distese di prati verdi accoglienti e lussureggianti, allora si pensa con invidia a quel mondo lontano e irraggiungibile, ma ci si accontenta della bellezza del proprio. Non così, ieri, Felipe Massa, quando ha detto «le due Brawn Gp sono di un altro pianeta». Attorno a lui non c’era una Ferrari affascinante e lussureggiante e accogliente, c’era una Ferrari meno veloce del previsto, mogia, fragile, pasticciona, pasticciata e per cui umiliata. Una Ferrari che non poteva nemmeno nascondersi dietro la foglia di fico del diffusore e della sentenza d’appello che a metà aprile ci dirà chi è buono e chi cattivo.

Perché, in attesa del verdetto parigino sull’aggeggio furbetto che fa volare Brawn, Toyota e Williams, l’obiettivo minimo delle Rosse doveva essere uno e uno soltanto: restare incollate ai dischi volanti venuti dallo spazio, le due Brawn appunto di Jenson Button e Rubens Barrichello, e andarsi a prendere il terzo e il quarto posto. Invece sono andate a prendersi un ceffone dal muretto - Kimi Raikkonen - e un ceffone dall’affidabilità e dalla strategia scelta - Felipe Massa -. Risultato? Meglio di loro sono andate anche la Renault, la Toro Rosso, persino la Force India. Non solo. L’unico team che non ha saputo portare a casa le macchine (nel senso che sono tornate entrambe ai box per cause tecniche) è stato quello della Rossa. È dai tempi di Alesi e Capelli - nel lontano 1992 - che la Ferrari non partiva così male. La F60 del finnico, dopo la bottarella e successivo rientro ai box, era rientrata in pista «ma quando c’è stato il dubbio che avesse un problema al differenziale, abbiamo preferito farlo fermare», dirà uno sconsolato Stefano Domenicali, gran capo della Gestione sportiva rampante, consapevole che Hamilton terzo e Alonso quinto non avevano diffusori strani in macchina eppure son finiti davanti. Consapevole, soprattutto, che, viste retrocessioni (Trulli) e autoscontri (quello tra Vettel secondo e Kubica terzo che ha aperto la strada a Barrichello), persino il podio era alla portata e chissà...

È lo stesso Raikkonen a dirlo, violentando il suo imbarazzante mutismo: «Ho commesso un errore e sono andato a sbattere, è stato un peccato perché, visto quanto successo dopo, avrei potuto persino concludere secondo. C’è poco da dire, è stato un brutto inizio di campionato, vediamo in Malesia come fare a recuperare anche perché questo resta comunque un circuito atipico (come l’errore fatto dal box all’ultimo pit, quando gli ha montato gomme sbagliate, ndr). Il kers? Al via è utile, ma qui c’era troppo traffico per usarlo... Il problema vero sono state le gomme, le morbide duravano niente, le dure stentavano ad andare in temperatura... Recuperare sulle due Brawn Gp? Dipenderà anche da come finirà la vicenda delle regole sul diffusore». Sul tema, Domenicali è però categorico: «Stavolta mi sembra giusto non parlare di questo, il risultato della pista è evidente: le Brawn sono due gradini sopra tutti gli altri, ma la verità è che dobbiamo capire dove siamo noi, visto che abbiamo chiuso dietro a tutti i nostri avversari diretti. Non siamo stati all’altezza su ogni fronte: Affidabilità, strategia con le tre soste per Massa, e prestazioni... La telefonata del presidente Montezemolo? Ovvio, è arrivata, e non era per nulla contento».

Come Massa, visto che dopo una super partenza, è l’unico in Ferrari che può dire di non aver sbagliato: «Sono stato sfortunato, a me è capitata la strategia su tre soste. Il team ha scelto di differenziare: Kimi era su due pit... Poi la prima safety car ha distrutto la mia gara. Le Brawn? Mai pensato di raggiungerle, però senza intoppi (si ritirerà per un problema al portamozzo sinistro), e visto quanto accaduto tra Vettel e Kubica, avrei potuto chiudere in quinta, sesta posizione».

Agli occhi di Felipe il pianeta Brawn sembra ancora più lontano perché non serve rivangare lo scorso anno, quando la Rossa uscì scornata da Melbourne (1 solo punto per Raikkonen) e seppe però reagire e tornare in vetta. «È tutto diverso – dice – perché allora c’era un avversario dichiarato, ma che era competitivo come noi, la McLaren-Mercedes. Adesso no: questi sono di un altro pianeta – ripete –, poi ci siamo noi e gli altri team... Hamilton terzo ha vinto il Gp degli altri? Eh, sì - risponde –, è vero, ma c’è un tale casino che è meglio non dica niente...». Aggiunge una sola cosa, la più importante: «A metà stagione la Brawn avrà vinto il mondiale, questo è certo». Ha ragione: gli extraterrestri ci mettono un attimo a conquistare il mondo.