Massa gregario forzato. Vettel, la bella sorpresa

nostro inviato a Shanghai

10 RAIKKONEN. Come ha detto benissimo il ds Domenicali, quando Hamilton è andato in tilt Kimi c’era, era lì a mettergli pressione. E poi il ragazzo finlandese ispira a tutti un moto spontaneo di grande simpatia: che vinca o che perda, lui la vive sempre allo stesso modo. Nel caso, tra due settimane, in Brasile, bisognerà dirgli che è diventato campione del mondo. Nel caso, ben s’intende.
6 ALONSO. Vive accerchiato. Come avesse sposato il nemico. Il team McLaren (per la verità ricambiato) ormai lo odia. In simili condizioni, dal due volte campione del mondo ci si aspetterebbe di più in gara. Comunque è tornato a fiatare sul collo di Hamilton.
6,5 MASSA. Il compitino portato a termine con bravura e grinta. Il duello con Alonso al via è lì a dimostrarlo. Impossibile chiedergli di più in questo suo finale da gregario forzato. Va capito.
10 e lode BOX FERRARI. Chi aveva sbagliato tutto in Giappone, non ha sbagliato nulla in Cina. Ma va detto di più: via radio il box ha urlato a lungo a Raikkonen di non passare Hamilton perché qua e là c’era una selva di bandiere gialle. Meno male. Altrimenti credo che saremmo qui con le facce giapponesi.
5 HAMILTON. Sarebbe da quattro secco, ma se la cava perché è stata la McLaren a mandarlo allo sbaraglio tenendolo in pista davvero troppo con quelle gomme soufflées. Si merita 10 e lode per averci dimostrato che anche lui è umano. Un po’ di sana sfiga fa sempre bene...
8 VETTEL. Ha solo vent’anni, ma ha dimostrato che da ragazzino, il suo amico Schumi, gli ha davvero insegnato qualcosa. Quarto con la Toro Rosso vale quasi un mondiale con la Ferrari.
7 LIUZZI. Come per il più giovane compagno in Toro Rosso, il suo sesto posto finale, tenendo dietro la Bmw di Heidfeld, è di quelli per cui andare fieri. Lui lo sa e nel paddock va in giro con il cartello che mostra il risultato appena ottenuto. Se non si è capito, per il 2008 è senza auto. Un peccato.
7 KUBICA. Sulla fiducia, però. Perché il lungagnone polacco aveva davvero fatto gran gara, intuendo, assieme al box e prima degli altri in vetta, il momento giusto per cambiare le gomme. Peccato che il sistema idraulico l’abbia tradito quando era comodo primo e lontano, all’orizzonte cominciava a intravedere il primo successo in F1.
5 FISICHELLA e TRULLI. L’altra Italia non pervenuta. Gara anonima, nelle retrovie, senza anima. Ma che succede?