Massa paga gli errori degli altri. Fisichella resta un mistero

5 HAMILTON. È un campione, ha guidato da dio, garantisce ritmi indiavolati per cui questa sua gara è e lo sarà da 10 per tutta la vita. Però merita 0 per aver tradito il team, tradito il compagno e, soprattutto, preso a male parole il suo datore di lavoro. Sarà anche Ron Dennis, ma lo ha allevato come un figlio.
8 ALONSO. È il solito vecchio mastino: duro in pista, duro a parole, però sempre sincero. Ha corso come sempre con il coltello fra i denti, in tasca, sulla spalla, sulla testa, ha preso molti rischi, a volte ha sbagliato, ma non ha mollato mai. È a sette punti da Hamilton: nonostante i colpi bassi subiti, Lewis resta nel mirino.
8 RAIKKONEN. Gara perfetta: al via sfrutta la parte pulita della griglia, beffa Heidfeld e poi si siede in poltrona dietro Hamilton. E lì resta. Se fosse stato altrove avrebbe provato a passare l’inglese, ma a Montecarlo e qui è proprio impossibile.
4 MASSA. Pessimo, ma sincero: è la peggior corsa della sua vita, ammette. Non c’erano dubbi. Ha pagato colpe altrui quando i benzinai del Cavallino si sono scordati di rifornirlo sabato nella qualifica. Ma non passare il Q2 e navigare a vista in gara è tutta farina sua.
7 HEIDFELD. L’antipatico paperino tedesco ha fatto il suo. E anche bene. Ma è costretto: visto che Alonso il prossimo anno potrebbe portargli via il posto.
5 TRULLI. Partenza horribilis.

SV. FISICHELLA. Penalizzato dalla Fia di cinque posti proprio come Alonso (Giancarlo aveva ostacolato in qualifica Yamamoto) alla fine non si è capito il suo vero potenziale. Non l’ha capito nemmeno lui e lo dirà.