Massa-Raikkonen, fratelli-coltelli in casa Ferrari

Dice il brasiliano: «L’addio di Michael è la mia grande occasione». Replica il finlandese: «Non vedo perché Felipe debba avere qualche vantaggio su di me»

nostro inviato a Shangai
Uno è l’opposto dell’altro. Li accomuna un’auto rossa. Giovani fratelli-coltelli della Ferrari anno zero dopo Michael Schumacher. Felipe Massa, classe 1981, caliente brasiliano, e Kimi Raikkonen, classe 1979, freddo ghiacciolo finlandese, il prossimo anno saranno la coppia più giovane della storia ferrarista: in due fanno 52 anni (i nonnetti in rosso furono Mansell-Prost, nel ’90, 71 primavere, ndr). Da domani al via e fino al Gp del Brasile, Felipe e Kimi si sbraneranno in pista per mettersi in tasca il terzo posto in classifica (Massa 62 punti e Raikkonen 57 a tre Gp dal termine); ieri il brasiliano è stato il più veloce tra i piloti ufficiali, peccato che il motore l’abbia poi tradito.
Duello in pista a parte, i due, come piccoli generali di se stessi, hanno già pianificato la sottile guerra che dovranno farsi per conquistare lo status di prima guida in groppa al Cavallino. A partire dal freddo gennaio maranelliano, dovranno però sbranarsi in modo molto più diplomatico, professionale, affidandosi non più all’evidente rivalità fra due team diversi, bensì alla sotterranea rivalità fra compagni di squadra. Dovranno combattersi a suon di risultati, cercando d’imporsi per carisma, ben attenti, però, a non alterare gli equilibri di monsieur Jean Todt e di tutta la Ferrari. Il piccolo Napoleone francese ha già messo le mani avanti: «Sul podio – disse in occasione del Gp di Germania – sono saliti i miei tre piloti preferiti», ed erano, per l’appunto, Schumi, Massa e Raikkonen. Come a dire e anticipare che, dopo il ritiro del kaiser tedesco, il vero suo prediletto, non ci sarebbero state preferenze per chicchessia. Anche se il Cavallino punta molto sul fuoriclasse venuto dal nord che non a caso guadagna quattro volte il brasiliano (si vocifera 20 milioni a 5, ndr), anche se il veloce brasiliano ha dimostrato di non essere un Barrichello e ha come manager il figlio di Todt, Nicolas.
«L’addio di Michael è la mia grande occasione: sono pilota Ferrari, conosco da tempo il team, ho tutto per dimostrare quel che valgo. Kimi arriverà con i miei stessi obiettivi, vorrà vincere ma io, dopo aver dato il massimo in questo finale di campionato, cercherò di prepararmi al meglio d’inverno, per farmi trovare pronto a inizio stagione». Questo il Massa-pensiero che va subito a cozzare con il gelido Raikkonen-pensiero: «Non so ancora se potrò provare la Ferrari al termine della stagione (la McLaren dovrebbe dargli la liberatoria, però, in F1, è usanza sempre meno diffusa ndr); comunque sia, sarò al volante della Rossa a inizio gennaio. Di certo, i primi tempi, per Felipe sarà tutto più facile, visto che conosce tutto e tutti. Però non mi preoccupo: sono convinto che in inverno avrò il tempo necessario per ambientarmi e capire come si lavora a Maranello. Insomma, non vedo ragioni per cui, al via del mondiale 2007, ci possa essere un qualche vantaggio per lui». «Kimi?», domanda e si domanda Massa, «mi sembra un bravo ragazzo, parla poco, però apprezzo di lui che in tutta la sua carriera non abbia mai criticato un collega. È veloce, uno dei piloti più veloci qui in formula uno, uno che vorrà vincere quanto me. Con lui in squadra, dovrò usare tutta la mia esperienza per trionfare e lottare per il campionato. Se ci pensate, con l’addio di Michael, che per me è stato come un fratello maggiore, come un professore, tutto d’un tratto sarò io il pilota più esperto con la Ferrari...». «Felipe», quasi l’avesse sentito, domanda e si domanda Raikkonen, «un bravo ragazzo, lavorerò bene con lui...». L’aveva detto anche di Coulthard e Montoya. E se li è mangiati.