Massa secondo, promosso dai suoi capi

nostro inviato a Hockenheim

10 Schumi e la Ferrari. Impossibile abbassare il voto. Neppure pensando ai ritardi di monsieur Jean Todt nella conferenza stampa della domenica sera, neppure pensando all’italiano stentato di kaiser Schumi. Il tedesco e la sua rossa sono stati meravigliosi: per la gara tedesca, per la vittoria in Francia, per il dominio di Indy, per non aver mollato quando la stagione pareva incancrenirsi, per non essersi suicidati dopo i disastri del 2005.
10 Massa e la Ferrari. Jean Todt ha detto: «Eh, sì, Felipe stavolta passerà da 5 a 6...» Il gran capo ferrarista ce l’aveva con i voti magri piovuti ogni tanto sul giovane brasiliano. Impossibile assecondare la provocazione di Todt. Felipe è da 10 pieno con in più, rispetto a Schumi, vistosa pacca sulla spalla in segno di incoraggiamento. In gara si è capito che aveva nel piede e nella macchina la forza per vincere il Gp. Non l’ha fatto: investe sul futuro.
4 Alonso e la Renault. Diciamo che ha fatto tenerezza: vederlo arrivare dal box scuro in volto e accaldato valeva di per sé più di mille dichiarazioni. Ma quando ha aperto bocca per dire «in fondo non sono preoccupato, dovrebbero essere preoccupati gli altri che inseguono», ecco, in quel momento è venuta un po’ di tristezza.
6 Fisichella e la Renault. Onore al centurione romano che fa il proprio dovere, ma che in pista ha la forza di non regalare nulla al compagno in lotta per il titolo.
9 Raikkonen e la McLaren. Ha vinto e sudato. Il Fantozzi nordico ha infatti nell’ordine: sofferto di un problema di bloccaggio di una ruota durante il primo pit; combattuto con problemi idraulici e le gomme che si scioglievano nella seconda parte di gara; spento un principio d’incendio appena tagliato il traguardo. Se a Maranello arriverà senza la iella omaggio, per il Cavallino sarà l’affare più grande dopo quello di Schumi.
7,5 Trulli e la Toyota. Gara da mastino come può e sa fare sempre. Ora basta che la Toyota, visto il fresco rinnovo, la smetta di illuderlo e gli dia una macchina vera. Le gomme lo sono già.
6 Button e la Honda. Il solito, onesto, mestierante. Il sorpasso subito da Raikkonen è lì a dimostrarlo.
3 Ralf Schumacher e la Toyota. È la dimostrazione che il dna non c’entra.