Massa uomo dei primi test «Qui c’è qualcosa di mio»

Nostro inviato a Fiorano

Provoca un certo effetto sentir parlare di Felipe Massa come del «vecchio Felipe». Così, a sorpresa, lo ha infatti bollato ieri Jean Todt. Tanto più che un attimo prima, l’ingegner Aldo Costa aveva detto, senza pararsi dietro a provvidenziali foglie di fico: «Inizia Massa a provare la nuova macchina perché ci serve continuità nello sviluppo; per cui, lui potrà darci indicazioni importanti». E Felipe fiero, gasato dall’aumento di consensi dentro il team, quasi a sottolineare che, sì, adesso potete fidarvi di me, ha aggiunto: «Se sento la responsabilità di guidare lo sviluppo? Certo, ma lo trovo anche normale. Quanto c’è di mio in questa macchina? Ho lavorato molto, anche portando in pista, nei mesi scorsi, tante soluzioni nuove montate sulla vettura vecchia».
In questa fase, impossibilitato a dare indicazioni tecniche o giudizi, in quanto ancora a digiuno da sensazioni di guida, il freddo Kimi Raikkonen diventa ancor più caldo del brasiliano. Quasi un’inversione di ruoli. E parla di feeling, di come la Ferrari l’ha accolto, parla delle belle forme di questa F2007. «È splendida, fantastica, non vedo l’ora di provarla – dice -, con la McLaren si è chiusa una pagina della mia vita, adesso se ne apre un'altra, un capitolo, un libro nuovo». Gli chiedono se si senta fortunato o sfortunato, viste tutte le gare perse negli ultimi giri, viste le molte rotture, visti i titoli mondiali sfuggiti per un nulla. «Diciamo che mi sento il più fortunato degli sfortunati». Quindi un’esternazione quasi brasilera tanto è calda: «Come mi sento qui? Bene, in famiglia – e l’aveva già detto -; e poi ho sentito calore anche dai giornalisti, a Campiglio c’è stato come un grande abbraccio, sento che gli appassionati, con me, hanno voglia di scrivere un nuovo capitolo». E questo non l’aveva ancora detto.
E Schumi? A chi potrà essere utile? «A tutti e due, ma certamente sarà importante per Kimi che è appena arrivato in Ferrari e avrà tante cose da chiedergli... lo dico perché io, lo scorso anno, accanto a Michael, ho imparato davvero tanto», spiega Massa. Felipe si altera un poco solo quando gli chiedono un parere sul seguente scenario: prima gara del mondiale, Kimi è in pole e lei in terza fila... Che cosa pensa? «Penso che adesso è troppo presto per fare delle previsioni – ringhia – penso che sia io che Raikkonen dovremo solo lavorare per vincere e fare del nostro meglio; penso che sarà normale che lui tenti di stare davanti a me; penso che con lui non ho ancora il rapporto che avevo con Michael, ma mi pare una persona per bene e tranquilla, uno con cui si può lavorare bene...». Pensa anche, ma se ne guarda bene dal dirlo, che la grande amicizia nata con Schumi lo scorso anno e tutti i trucchi carpiti al cannibale tedesco e tutti i consigli passati e futuri potranno essere la sua marcia in più. Per Schumacher, in fondo, Raikkonen è stato soprattutto un rivale in pista; Felipe l’amico e l’allievo. Non è differenza da poco.