Massacra a calci e pugni gli anziani genitori

L’uomo, 42 anni, è tornato a casa ubriaco. Soffriva di disturbi psichici dopo la perdita del lavoro

Teodora Poeta

da Roccamorice (Pescara)

È il secondo duplice omicidio in Abruzzo nell’arco di poco più di una settimana. La stessa sorte dei coniugi Masi di Nereto è toccata a due anziani, anche loro marito e moglie, di Roccamorice, un piccolo paese abbarbicato sulla montagna della provincia di Pescara. Una morte causata, in questo caso, dalla mano del figlio. Ieri mattina, la macabra scoperta. Ad uccidere Donato Emilio Stella, 90 anni, e Domenica D’Alimonte, 85 anni, è stato, infatti, proprio uno dei cinque figli, Roberto, 42 anni, camionista, attualmente, però, disoccupato. A scatenare il raptus omicida dell’uomo è stata una banale lite. Una serata al bar. Un bicchiere di troppo. Roberto è rientrato a casa, ubriaco, verso mezzanotte, ed i genitori lo hanno rimproverato, come si fa con un figlio adolescente. Lui, però, l’adolescenza l’ha superata da un bel po’ e non ha permesso ai genitori, ormai anziani e stanchi, di andare oltre con le parole. E così ha iniziato a picchiarli. Calci e pugni. Poi, è andato a letto, come se nulla fosse successo. Al mattino, ha chiamato la figlia 20enne, Letizia, che abita poco distante con il fidanzato. Le ha farfugliato qualcosa al telefono. Lei si è insospettita ed è andata subito a casa dei nonni, in contrada Pagliari di Roccamorice, dove li ha trovati in camera da letto, riversi a terra, quasi abbracciati, ma ormai senza vita. Lui in pigiama. Lei ancora vestita.
Roberto Stella è separato. Oltre a Letizia, ha un bambino di otto anni, che vive, in Belgio, con l’ex moglie. Dopo aver perso il lavoro, ha iniziato a soffrire di disturbi psichici ed è stato più volte ricoverato in diversi centri di igiene mentale. Una volta ha anche avuto un vuoto di memoria che lo ha portato a girovagare, senza rendersi conto di dove fosse, fino a Modena, dove fu ritrovato alcuni giorni dopo. Forse proprio per questi suoi problemi, Roberto era il figlio prediletto dei genitori. Con loro, fino a ieri, aveva avuto un legame speciale. Poi, il raptus omicida che lo ha portato a picchiare selvaggiamente i due anziani genitori. Nessuno, in paese, avrebbe mai sospettato un simile gesto. A Roccamorice, la gente è sconvolta. I due coniugi erano conosciuti da tutti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri dei comandi di Popoli e Pescara. Roberto non ha ammesso l’omicidio. Ai carabinieri e al sostituto procuratore che segue le indagini, Giuseppe Belletti, durante il lungo interrogatorio, ha riferito di averli picchiati, ma non uccisi.
Secondo i primi riscontri, Donato Emilio Stella potrebbe essere morto per un infarto, mentre sua moglie, Domenica D’Alimonte, soffocata. Sarà, però, l’autopsia, che verrà eseguita oggi, ad accertare le cause del decesso di entrambi. Al contrario del duplice omicidio dei coniugi Masi di Nereto, in questo caso la dinamica è nota. L’arma del delitto non esiste. Il movente è nascosto in una mente disturbata. L’assassino è stato trovato in casa. Anzi, è stato proprio lui, in un certo qual modo, a far scattare l’allarme. I carabinieri, comunque, non si sbilanciano. Il sostituto procuratore, ieri, nel primo pomeriggio, ha firmato il provvedimento di arresto nei confronti di Roberto Stella. L’accusa è di duplice omicidio aggravato.