Massacrata con 28 coltellate

Un mistero irrisolto da sedici anni il delitto di via Poma. Era il 7 agosto 1990. Tra le 17.30 e le 18.30 Simonetta Cesaroni sta lavorando negli uffici dell'Associazione italiana alberghi della gioventù, in via Carlo Poma 2. Simonetta muore, accerterà l'autopsia, tra le 17.30 e le 18.30. Il suo corpo viene ritrovato seminudo (il corpetto e il reggiseno che indossava erano spariti) solo intorno alle 23.30 da Paola, sorella di Simonetta che non riusciva a contattarla al telefono. Sul cadavere i segni di 28 coltellate, tutte profonde circa 11 centimetri. Vengono sospettati il portinaio dello stabile Pietrino Vanacore (i suoi calzoni erano macchiati di sangue) e un giovane, Federico Valle, nipote dell'architetto Cesare, che abita nello stabile di via Poma. Entrambi però saranno scagionati dal gip. Si parlo anche di un fantomatico nuovo fidanzato della ragazza, forse un uomo sposato.