Massacrato di botte dagli usurai

Massacrato di notte dagli usurai, sfugge per miracolo a tre colpi di pistola. Arrestati gli attentatori. Una storia, l’ennesima, di usura e violenza quella accaduta a Lavinio a un uomo di 40 anni di origini campane. Protagonista una coppia di estorsori di Anzio che, dopo aver prestato denaro al commerciante in difficoltà, poche migliaia di euro lievitate del 400 per cento, per riavere i soldi prima lo minacciano, poi lo picchiano selvaggiamente, infine si appostano sotto casa per «farlo fuori».
Un’indagine durata sei mesi per i carabinieri di Lavinio Lido di Enea e della compagnia di via Marconi, impegnati non solo a ricostruire la vicenda ma, soprattutto, a stabilire se i due criminali avessero intenzione di uccidere il poveretto o solo spaventarlo. «Tutto comincia verso la fine di gennaio - spiega il capitano dei carabinieri Antonio Marinucci, comandante della compagnia Anzio -, quando E.A., titolare di un circolo ricreativo a Nettuno -, in crisi economica, si rivolge a Luigi L.L. e ad Alessandro G., 35 e 36 anni, chiedendo un prestito». Due soggetti noti alle forze dell’ordine per una serie di reati che vanno dall’usura all’estorsione, violenza, porto abusivo di armi, ricettazione. Passano i mesi, gli affari non vanno bene ma i due si presentano, come sempre, per riscuotere una rata del prestito. Una piccola somma ma che il commerciante non possiede. A dir poco terrorizzato l’uomo firma un assegno. Quando i due si presentano in banca scoprono che il conto del loro «cliente» è in rosso. Siamo a marzo. Dalle minacce la coppia di banditi passa all’azione. Inferociti, lo aspettano davanti la sua abitazione, a Lavinio, e quando lo vedono arrivare lo riempiono di botte. Schiaffi, calci, pugni fino a farlo sanguinare. Ma la lezione non basta. Per ottenere i soldi, duemila euro, i due criminali lo minacciano di morte. «La vedi quella finestra? È da quella che ti ammazzeremo come un cane se non paghi subito». L’uomo, però, non ha un soldo e l’ultimatum non serve a niente. A quel punto dalla loro auto (una Fiat Brava risultata rubata), estraggono una semiautomatica ed esplodono tre colpi contro il padrone di casa. Le pallottole, sfiorandolo, si conficcano sulle pareti della camera da letto. Intervengono i carabinieri. «Abbiamo studiato la dinamica dell’attentato e le traiettorie dei proiettili - continua il capitano Marinucci -. Attraverso le perizie balistiche abbiamo appurato che i colpi sono stati sparati ad altezza uomo, diretti al commerciante. Durante una perquisizione, poi, tra i sedili dell’auto abbiamo trovato un proiettile calibro 9 inesploso del tutto compatibile con quello estratto dal muro». Prove alla mano, il pm della Procura di Velletri chiede, e ottiene, il mandato di cattura. I reati? Tentato omicidio, estorsione, porto abusivo di armi da fuoco, lesioni.