Massacrato dal branco perché è nero

RomaColpevole di avere una macchina troppo vecchia. Reo di avere il colore della pelle nera. Sow, senegalese di 30 anni, ha pagato caro il suo «essere diverso», il non essere italiano. Ha perso l’occhio sinistro per le bottigliate inferte da un pregiudicato, di dieci anni più giovane.
L’aggressione razziale è avvenuta nella notte tra domenica e lunedì e ha avuto come teatro la periferia romana di Tor Bella Monaca, un quartiere non nuovo a episodi di questo tipo. L’ultimo era avvenuto il 23 marzo scorso contro un pakistano ridotto in coma dai calci e pugni sferrati da un gruppo di ragazzi. Prima di lui, a ottobre, toccò a un cinese di 36 anni bersagliato da una gang di minorenni che lo aspettava alla fermata dell’autobus.
Sow, invece, lunedì alle 2 è arrivato davanti al bar di via Mussomeli, alla Borghesiana, un locale che frequentava spesso. Ha parcheggiato la sua vecchia Punto e ha appena fatto in tempo a scendere, che è stato accerchiato da un gruppo di bulletti. Mirko Blasi, 20 anni, ha iniziato a sbeffeggiarlo. Prima prendendolo in giro per l’auto, poi è passato agli insulti più pesanti, tanti, come «negro di m...». Un testimone italiano ha notato la scena e ha provato a calmare gli animi dei giovani. Ma il branco impazzito, guidato dal ventenne, non ha ceduto. Mirko ha afferrato una bottiglia e l’ha spaccata in testa al senegalese. Poi, come il più coraggioso dei vigliacchi, è fuggito.
Il ferito si è trascinato per strada e ha avuto la fortuna di incontrare una pattuglia dei carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca, in servizio in zona, che ha chiamato l’ambulanza. Sow, trasportato al Policlinico di Tor Vergata, è stato immediatamente sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ma il responso dei medici è stato impietoso: perderà la vista all’occhio sinistro a causa delle lesioni subite.
Ieri mattina i militari dell’Arma hanno interrogato lo straniero, che è riuscito a fornire una descrizione dettagliata del suo aggressore. Grazie anche alle informazioni di alcuni testimoni, gli investigatori hanno rintracciato il ventenne. Dormiva tranquillamente nella sua casa, con la maglia ancora sporca del sangue del senegalese. Con lui c’era anche un giovane spalleggiatore, un romano di 16 anni che è stato denunciato a piede libero. Mirko Blasi, invece, è stato arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di lesioni personali gravissime, con l’aggravante dell’odio razziale. Ora rischia dai sei ai 12 anni di prigione.
«Esprimo la mia solidarietà e quella della città di Roma allo straniero aggredito - ha detto in serata il sindaco Gianni Alemanno -. Dobbiamo condannare con forza ogni atto di violenza, specialmente se a sfondo razziale».