Massacro in Algeria, stop in Marocco

Secondo grave attentato suicida in Algeria nel giro di 48 ore, a pochi giorni dal sesto anniversario dell’11 settembre e dall’inizio del Ramadan, il mese del digiuno islamico. Dopo l’attacco suicida di venerdì a Batna (19 morti), ieri un kamikaze al volante di un furgone si è lanciato contro una caserma della guardia costiera della Marina militare a Dellys, una cittadina portuale della Cabilia a 70 km a Est di Algeri, causando 30 morti, in gran parte marinai, e una sessantina di feriti. Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dall’Organizzazione di Al Qaida nel Maghreb Islamico con un messaggio su Internet, come ha reso noto la tv qatariota Al Jazeera.
In Marocco, invece, una scarsissima affluenza alle urne (ha votato solo il 41 per cento degli elettori) e la vittoria mancata, seppur annunciata con previsioni rosee, degli islamici del Pdj, il partito islamico per la Giustizia e lo Sviluppo, sono i due dati principali emersi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento. Hanno votato un milione di persone in meno rispetto al 2002 (meno 10-11%), nonostante ci fossero un milione e mezzo di nuovi aventi diritto. I leader del movimento che si ispira ai principi del Corano prevedevano di raggiungere o addirittura superare i 70 seggi, ma il Pdj è arrivato ad appena 40 seggi (su 325), lasciando il primo posto ai nazionalisti dell’Istiqlal (46 seggi).