IL MASSACRO

Ci sono le tragedie, come i due milioni di cristiani uccisi in Sudan negli ultimi vent’anni. C’è la discriminazione, più o meno strisciante, di gran parte del mondo arabo, dove costruire una chiesa è quasi ovunque impossibile. Ci sono prepotenze quasi ridicole, come quella di un politico turco che ieri ha chiesto di vietare un sinodo della chiesa greco-ortodossa a Istanbul, perché la presenza di religiosi stranieri violerebbe il trattato di Losanna del 1923.
In mezzo mondo le minoranze cristiane sono vittime. Spesso, se non quasi sempre, dimenticate da un mondo occidentale che ha altro a cui pensare. Si discute dei problemi geopolitici ed economici con il mondo islamico, della pressione culturale e religiosa dell’Islam nei Paesi cristiani, mai della sorte dei cristiani in Paesi come l’Irak o l’Egitto. Tantomeno della sopravvivenza di cattolici e protestanti di Indonesia e Filippine. O della persecuzione che ha portato all’ondata di violenze di questi giorni in India, animata da fanatici seguaci di un’altra religione, l’induista, che il pigro pensiero occidentale identifica esclusivamente con il pensiero irenico di Gandhi.