Massari: mi hanno fatto fuori senza "processo"

L’ex assessore costretto dal sindaco a dimettersi dopo le accuse di
molestie prepara il suo rientro sulla scena politica. Lo sfogo: "Sembravo
il demonio ma non ho ricevuto denunce. E ho chiesto un’indagine interna
che non è mai partita"

Chi pensava che fosse ancora a leccarsi le ferite e pronto a mollare tutto, dovrà ricredersi. É infuriato, per dirla in modo soft. E vuol prendersi la rivincita. Chi gli ha parlato in questi giorni assicura che è pronto a tornare in campo, a settembre, con una conferenza stampa in cui si toglierà tutti i sassolini dalle scarpe. E potrebbe ributtarsi anche nei giochi politici già per le comunali del 2011. «Mi hanno fatto il processo solo sulla stampa» si è sfogato Paolo Massari, l’ex assessore all’Ambiente del Comune costretto dal sindaco lo scorso 7 giugno a restituire le deleghe dopo le accuse di molestie, da parte di una dipendente a termine del settore relazioni internazionali di Palazzo Marino e da una funzionaria del consolato norvegese. Dimissioni a cui sarebbe seguita, aveva assicurato Letizia Moratti, un’indagine interna. Di andare a fondo lo avevo chiesta lo stesso Massari che durante un’autodifesa pubblica davanti a taccuini e telecamere - presente al suo fianco anche la moglie Olivia e il papà Renato - nei giorni successivi alle accuse assicurava di non aver fatto pressioni sulla precaria («casomai lei mi aveva chiesto di mettere una buona parola per il rinnovo del contratto, ma le dissi che non faccio favori a nessuno», spiegò) e di essere stato frainteso dalla diplomatica («forse ho usato un eccesso di cordialità»). Sul fronte politico, allora aveva spiegato che una volta chiarito tutto le deleghe gli sarebbero state restituite «questi sono i patti presi con il sindaco, si è sempre detta disponibile a riaffidarmi gli incarichi una volta chiarita questa vicenda». Sarà forse per questo che sul suo profilo di Facebook, dopo più due mesi dall’esilio forzato, è ancora scritto che è un assessore del Comune di Milano, il suo indirizzo e il numero di telefono sono quelli della sede in piazza Beccaria 19 e la mail quella di servizio? Dimenticanza, o eccesso di scaramanzia.
Fatto sta che mentre si trova in vacanza in Liguria con la moglie Olivia e i figli Beatrice di quattro anni e Ludovico di due, Massari prepara il rientro a Milano lunedì (negli studi di Mediaset dove lavora come giornalista) e a settembre sulla scena politica. Perchè «non ci penso assolutamente a lasciare - si è sfogato con chi lo conosce bene -, sarò anche un ex assessore ma non un ex politico, anzi se c’è qualcuno che deve smettere di fare politica quello non sono io». E chissà che in vista della corsa del 2011 non possa pensare di infilarsi proprio nella lista degli ex colleghi scaricati dal 2006 ad oggi dalla Moratti, come Tiziana Maiolo o Vittorio Sgarbi, che hanno già lanciato la sfida e battezzato il loro schieramento «Cl», ossia «contro Letizia».
Massari ha il dente avvelenato, «sono stato una vittima, mi hanno fatto apparire sui giornali come il demonio - si è sfogato - e dopo una settimana hanno fatto scivolare tutto nel dimenticatoio. Ho chiesto almeno tre volte che facessero l’indagine interna ma non si è mosso nulla. Perchè? E nessuno mi ha denunciato in altre sedi, non mi sono dovuto difendere da nulla. Ma a settembre tirerò fuori tutto».
Sempre sulla bacheca di Facebook, dopo più di due mesi dal «sex-gate» a Palazzo Marino, Massari riceve ancora messaggi di solidarietà, e a uno ha risposto proprio il 10 agosto, il giorno di San Lorenzo. «Quando mia moglie mi chiede “ma perchè non molli e non cambi vita? Con tutto lo schifo che vedi, ma soprattutto con le persone schifose che incontri“ - ha scritto l’ex assessore del Pdl - le rispondo che io ci credo, e non occuparmene io sarebbe una sconfitta non solo personale, ma di tutti quelli che pensano che qualcosa si possa e si debba fare». La campagna elettorale, a quanto pare, è già partita.