Massimo Lopez allo Smeraldo: uno swing per ricordare Sinatra

«Ciao Frankie», in diciotto dei brani più famosi rivive il fascino del grande showman americano

Ferruccio Gattuso

Con quel baffo ardito e il carisma che da sempre si porta appresso, Massimo Lopez non è certo il tipo che rallenta davanti a un ostacolo. Nemmeno quando questo comporta confrontarsi con la leggenda, e per di più allo scoccare di un'ora fatidica: orologi e calendari del pianeta, infatti, dicono che ieri 12 dicembre 2005 era il novantesimo della nascita di Frank Sinatra. Che Massimo Lopez questa sera, e fino a domenica salga sul palcoscenico del Teatro Smeraldo per un recital intitolato Ciao Frankie è insomma una sfida che farebbe sentire, a qualunque interprete, l'ugola in tensione e il microfono raddoppiato nel peso.
Massimo Lopez no: lui è un tipo che si è scoperto cantante quasi per caso e che si è visto recapitare da madre natura un timbro di voce caldo e confidenziale, il giusto per potersi cimentare con il genere swing. Del quale, detto tra noi, Frank Sinatra era un monarca indiscusso, tanto da meritarsi l'appellativo di «The Voice». L'impresa è dunque questa, per il Lopez conosciuto come attore comico e showman dalle sterminate platee catodiche: piazzarsi alle spalle una sontuosa big orchestra, la Big Band Jazz Company formata da 14 elementi e dal maestro Gabriele Comeglio, e raccontare, in equilibrio tra sette note e parola, un'avventura artistica, quella di Sinatra, che ha segnato la musica contemporanea.
Al palcoscenico dello Smeraldo, Lopez ci arriva dopo una tournée estiva di grande successo, nella quale la formula studiata per l'evento si è rivelata un perfetto meccanismo: il Baffo canta, racconta la storia di alcune canzoni, fa qualche imitazione e distribuisce monologhi, di quelli che lo hanno reso uno dei più apprezzati showman del piccolo schermo e degli attori di teatro in grado di far sorridere il botteghino.
Cosa tutt'altro che scontata in questi chiari di luna: La strana coppia di Neil Simon, portata in scena insieme allo storico compagno di risata Tullio Solenghi, fu nella scorsa stagione un successo da sold out nazionale. Ciao Frankie si trasforma quindi in un'occasione preziosa per non perdere di vista un'artista che, di questi tempi, non è che in tv ci si trovi come un pascià.
«Effettivamente, la legge dell'Auditel condiziona tutto - spiega Lopez - Gli addetti ai lavori sanno benissimo cosa sarebbe gradito al pubblico, ma ogni cosa è conseguente al responso dell'audience. Parlando di musica, anche la scelta di quando cantare una canzone in tv dipende da questi fattori. La proposta di spettacoli di qualità incontrerebbe senza dubbio i favori della gente, purtroppo se in contemporanea si trasmette qualcosa di trash, a vincere è quest'ultimo. Diciamo che la responsabilità è di tutti».
Meglio, molto meglio lo swing, quindi: 18 brani del grande Sinatra - da Lady Is A Tramp a New York New York, da My Funny Valentine all'autobiografica My Way - costituiscono l'ossatura rigorosamente «evergreen» di uno show i cui meccanismi sembravano perduti per sempre: «Per me è la prima volta, e anzi dico che la mia passione per lo swing è stata pionieristica. Cinque anni fa ho inciso un disco in America dedicato a Frankie, poi ho cantato a Buona Domenica, ho cominciato a capire che la mia passione poteva diventare qualcosa di serio. E ora vedo che giovani come Michael Bublé e vecchi guerrieri come Johnny Dorelli riscoprono lo swing. Bene, ma io mi sento il primo ad aver suonato la carica».
La febbre per lo swing è talmente alta, per Massimo Lopez, che di questi tempi si stanno concretizzando contatti tra l'entourage dell'artista e la famiglia Sinatra per un evento in terra americana.