Massimo Rinaldi

Nato a Rieti nel 1869, studiò in seminario e fu ordinato sacerdote nel 1893. Per due anni fece il viceparroco a Ornaro e Greccio, finché suo zio Domenico Rinaldi non fu fatto vescovo di Montefiascone. Nel 1896 quest’ultimo lo chiamò presso di sé come segretario e amministratore. Ma nel 1900 don Massimo si mise in contatto col vescovo di Piacenza, Giovanbattista Scalabrini, fondatore dei Missionari di San Carlo che assistevano gli emigrati italiani. I due si incontrarono e finì che don Rinaldi entrò nei padri scalabriniani. Il giorno dopo era a Napoli, dove si imbarcò per il Brasile. Giunto tra i coloni italiani di Porto Alegre, nel Rio Grande do Sul, esercitò la sua missione e nel 1904 fu nominato superiore provinciale. Nel 1910 dovette tornare in Italia per il capitolo generale della congregazione, nel corso del quale venne eletto procuratore ed economo generale. Dovette anche assumere la direzione del periodico L'Emigrato Italiano. Nel 1924 il cardinale De Lai andò a comunicargli personalmente la nomina a vescovo di Rieti. Egli avrebbe preferito restare quel che era, un missionario, e si fece anche ricevere dal papa Pio XI per farlo presente. Ma il pontefice lo confermò. Così, nel 1925, il Rinaldi fu consacrato nella cattedrale di Rieti dal cardinale segretario di Stato Merry Del Val. Come vescovo di Rieti, percorse più volte la diocesi (anche a piedi) per visitare le varie parrocchie. Forte della sua esperienza editoriale, fondò anche il periodico L'Unione Sabina. Morì nel 1941, mentre si trovava a Roma in visita alla casa generalizia della sua congregazione.