La massoneria ligure: «Votare è un dovere»

Sì o no, purché si voti. La Massoneria ligure entra di peso nel dibattito sul referendum del 12 giugno sulla procreazione assistita. E avverte: la partecipazione al voto è questione di democrazia. E determinate è una corretta e capillare informazione.
Per questo, sabato scorso il Collegio dei Maestri Venerabili della Liguria ha organizzato una conferenza sui temi della chiamata alle urne, procreazione assistita, futuro della ricerca scientifica in Italia, tutela della salute e dignità della donna. La relazione di base, cui è seguito un dibattito con il pubblico, è stata affidata al professor Michele Schiavone, componente del Comitato nazionale di Bioetica e professore ordinario di Bioetica alla Facoltà di Medicina di Genova. «La Massoneria ligure - ha illustrato l’iniziativa il professor Carlo Mereu, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili - intende affrontare un argomento di così stretta attualità al fine di svolgere una funzione divulgativa su un tema che si caratterizza per troppa confusione e scarsa conoscenza, ma su cui i cittadini sono chiamati a esprimersi». Poi l’appello. «Il Grande Oriente d’Italia come ha recentemente dichiarato il Gran Maestro Gustavo Raffi, non intende fornire alcun indirizzo di voto - ha detto Mereu -. Ha lanciato un appello alla partecipazione al voto non solo considerando l’astensione una forma di diseducazione alle regole democratiche del nostro Paese, ma ritenendo che attraverso lo strumento refendario si instauri un confronto serio su una materia così importante che attiene strettamente alla sfera individuale del singolo».
E promuovere il confronto, precisa Mereu, «è da sempre prerogativa della cultura Liberomuratoria. Prerogativa che diviene fondamentale in un momento come il nostro in cui un valore massonico fondamentale come quello della tolleranza risulta minacciato da vari tipi di integralismi e di incomprensioni».

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