Mastella attacca De Magistris: "Cerca consensi nelle piazze"

Gli atti sul Guardasigilli a Roma, la Procura lo iscrive tra gli indagati: "È un atto dovuto". Marini in campo per difendere i parlamentari

da Roma

Il furgone carico dei 30 faldoni dell’inchiesta Why not arriva da Catanzaro a Roma e, invece di dirigersi direttamente al Tribunale dei ministri, si ferma alla Procura per un’ulteriore valutazione degli atti. Che riguardano solo Clemente Mastella (e le persone a lui collegate), non Romano Prodi. Il ministro della Giustizia viene iscritto dai pm della capitale nel registro degli indagati per i reati di abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti e concorso in truffa, come già era stato fatto dal sostituto procuratore Luigi de Magistris. «Un atto dovuto», spiega il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara. Che dovrà trasmettere entro 15 giorni tutto il materiale al collegio per i reati ministeriali, insieme alla richiesta di approfondire le indagini o di archiviare.
Nella stessa giornata si viene a sapere che il 23 ottobre il presidente del Senato, Franco Marini, ha preso l’iniziativa di scrivere ai vertici della Procura di Catanzaro per verificare se sono state rispettate le garanzie costituzionali proprio nell’iscrizione del Guardasigilli nel registro degli indagati. E di questo ha informato anche il presidente della Giunta delle immunità parlamentari di Palazzo Madama, Domenico Nania. «Un atto doveroso», sostiene Marini mentre la Destra di Francesco Storace polemizza.
Il clima è sempre infuocato, anche perchè si sono appena spenti i riflettori della Rai sulla nuova puntata di AnnoZero di Michele Santoro, cui ha partecipato ancora una volta il pm De Magistris, sotto procedimento disciplinare al Csm dopo la richiesta di trasferimento da parte del Guardasigilli e rimasto senza indagine, dopo l’avocazione del Pg di Catanzaro.
E proprio a lui, diventato l’emblema della toga che si oppone ai poteri forti, insieme alla collega milanese Clementina Forleo, si rivolge implicitamente la reprimenda di Mastella. «I magistrati rispettino la legge, evitino la perniciosa ricerca del consenso della piazza - dice il ministro -, perchè oltre questo confine non c’è più la giustizia quale noi conosciamo e vogliamo». Per Mastella, sono proprio certi comportamenti che non rispettano le «regole deontologiche», a mettere a rischio l’indipendenza della magistratura, se non addirittura tutte le istituzioni.
Nel messaggio inviato ai magistrati di Unicost, riuniti in congresso a Viareggio, il titolare della giustizia invita alla serenità quelli che oggi indicano, invece, in lui il «nemico dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura». Il Guardasigilli rivendica «con orgoglio la paternità» della riforma dell’ordinamento giudiziario, malgrado le critiche che spesso vengono proprio dalla magistratura. E, riguardo ai nuovi meccanismi in materia disciplinare, che hanno suscitato recentemente interventi polemici da parte dell’Anm, sottolinea che hanno disegnato «un nuovo equilibrio nell’attribuzione del potere cautelare». I fatti di questi giorni, riconosce Mastella, dimostrano che questo sistema che vede il ministro della Giustizia promotore dell’azione disciplinare, può essere causa di «tensioni» e si può discutere di questo, ma con serietà, non sull’onda dell’emotività. Comunque, sottolinea il Guardasigilli, alla fine a decidere è sempre il Csm, «espressione dell’organo di autogoverno della magistratura e massima garanzia non solo per l’incolpato, ma per la complessiva coerenza dei rapporti tra le istituzioni».
Proprio a Palazzo de’ Marescialli De Magistris dovrà presentarsi lunedì e lì, la sezione disciplinare dovrà decidere, dopo un giro di audizioni, se procedere al suo trasferimento d’ufficio. Nella stessa giornata si era detto che il pm si sarebbe dovuto presentare per un interrogatorio a Salerno, dove sarebbe sotto inchiesta per abuso di ufficio. «Lo trovo assolutamente fisiologico, naturale con tutte le denunce che mi hanno fatto», commenta il pm. Martedì, invece, De Magistris deve presentarsi al Pg della Cassazione per il suo procedimento disciplinare.