Mastella deve risarcire il candidato fantasma

da Roma

Il precedente creato dal Tribunale civile di Roma è di quelli che possono far tremare le vene ai polsi dei tesorieri di qualunque partito: un cittadino che sostiene di aver avuto promessa di candidatura in una forza politica, e poi non è stato messo in lista, può pretendere un risarcimento in denaro sonante. E mica da poco; all’Udeur, secondo i giudici, tocca sborsare ben 120mila euro ad un tal Saracino Carmelo.
A raccontare la vicenda è stato un furibondo Clemente Mastella, ieri nell’aula di Montecitorio: questo Saracino chiese di candidarsi con l'Udeur a Roma, in occasioni delle regionali del 2000. «Facemmo qualche indagine e scoprimmo che aveva problemi, quindi non lo candidammo. Lui si rivolse alla giustizia: anche se il giudizio penale ci diede ragione, il tribunale civile ci condannò a rimborsarlo per la mancata candidatura». «Che poi - ha aggiunto Mastella - nessuno aveva promesso niente a questo signore, sfido chiunque a provare che la direzione del partito gli aveva promesso un collegio. Fosse stato almeno un grande portatore di voti... Invece era solo un tipo non irreprensibile, che aveva parlato con qualche funzionario del mio partito».
Mastella, in un'interrogazione al ministro della Giustizia, ha chiesto di inviare gli atti della sentenza al Csm e di mandare un'ispezione ministeriale nell'ufficio del giudice: «Non è tanto per i soldi ma per il principio: il giudice vorrebbe che nelle liste venissero candidati i camorristi?».