Mastella: Ds e Margherita vogliono zittirci

da Roma

L’accusa è pesante: regole «fantasma», consultazioni «poco trasparenti», seggi territorialmente mal distribuiti da un’organizzazione «che favorisce alcune aree geografiche e ne penalizza altre». Così, l’Udeur abbandona il tavolo tecnico del voto e chiede l’intervento dei garanti. «Pensiamo che vada fatto ogni sforzo per garantire la massima affluenza il 16 ottobre - spiega Clemente Mastella - . Ma la partecipazione deve essere assicurata allo stesso modo in tutto il Paese e non solo in alcune regioni. Abbiamo la sensazione che si voglia mettere il silenziatore a una voce di centro, che pure è determinante per il successo della coalizione». Mastella abbandona il tavolo, non la corsa: «Resto in lizza per raccogliere i consensi di un elettorato che condivide i nostri valori». Non è vero, non ci sono trucchi - replicano Ds e Margherita -, stiamo solo mettendo in pratica gli accordi decisi da tutto il centrosinistra».
L’Udeur non sembra però convinta dalla spiegazione. Le intese strette dai segretari dell’Unione, sostiene, non vengono applicate, il Sud è penalizzato «e le regole non sono uguali per tutti». «Avendo già individuato Romano Prodi come leader, noi ritenevamo le primarie inutili e dispendiose. Abbiamo poi deciso di partecipare per dare visibilità e peso anche alla parte di centro dell’alleanza». Invece, «si procede a colpi di maggioranza per assecondare interessi di parte e in questa maniera una competizione che si voleva trasparente rischia di avere sull’elettorato un impatto negativo».
Ma per i Ds «questa è una polemica insopportabile perché destituita da ogni fondamento: serve solo a dare argomenti pretestuosi a una destra divisa». Nessuno sbandamento a sinistra, assicura Vannino Chiti, coordinatore della segretaria della Quercia, nessun favoritismo nella distribuzione territoriale dei seggi elettorali. «Le regole - dice - prevedono la realizzazione dei seggi necessari per fare esprimere il voto al più gran numero di cittadini, garantendo l’omogeneità e il pluralismo su in tutta la nazione. Sarebbe opportuno che anziché mancare di rispetto alle migliaia di persone che stanno lavorando per le primarie, ci si concentrasse su questa straordinaria occasione di rapporto con la gente».
Pure Franco Marini parla di «trasparenza assoluta». Poco spazio a Mastella? Pochi seggi al Mezzogiorno? Macché: «Anzi, i comitati provinciali hanno aumentato il numero dei seggi proprio in alcune realtà meridionali indicate dall’Udeur e il lavoro è stato positivamente concluso con il consenso di tutti gli altri partiti». Quanto alle regole, sono quelle stabilite insieme: «La linea del coinvolgimento di tutti è stata costantemente seguita e nessuno può esercitare un diritto di veto di cui tra l’altro non vengono indicate chiare motivazioni».
«L’esperienza per noi del tutto nuova delle primarie - conclude Marini - si sta rivelando estremamente coinvolgente, perciò invitiamo gli amici dell’Udeur a impegnarsi come gli altri. E a Mastella, i migliori auguri per un soddisfacente risultato».