Mastella fa i conti e passa all’incasso «Sono decisivo in trentatré collegi»

Alla Regione Lazio segnali di unità tra le correnti

Laura Cesaretti

da Roma

Domanda: chi sarà l’ago della bilancia delle prossime elezioni politiche, quello che determinerà il trionfo di Prodi o invece il recupero di Berlusconi? Risposta: Clemente Mastella, che da solo potrebbe garantire il passaggio di 33 collegi oggi in mano al centrodestra all’Unione prodiana, e potrebbe dare una buona spinta in altri 20.
Essendo la fonte di tali notizie Mastella medesimo potrebbe sorgere il sospetto che si tratti di informazioni un poco tendenziose. Anche perché nel centrosinistra la partitona dei collegi da distribuire si sta già aprendo, i concorrenti da sbaragliare sono tanti e il leader dell’Udeur vuole arrivare preparato al tavolo delle trattative, memore dei solenni bidoni presi nel 2001, quando era annegato nella «Margherita per Rutelli». E infatti negli ultimi giorni Mastella si è già dato da fare a sparare qualche colpo di avvertimento contro nuovi potenziali commensali del centrosinistra, come i Radicali.
Nulla di personale o di bioetico, al di là dei proclami sui valori cattolici da difendere: il leader del Campanile non vuol certo rischiare di rimetterci per colpa di Pannella e Bonino, e dei posti in Parlamento che dovrebbero esser loro assegnati se faranno la lista comune con i socialisti dello Sdi. Insomma, Mastella ha un ovvio interesse a dimostrare di avere un ruolo determinante nel futuro elettorale di Prodi. Epperò il dossierino con tanto di grafici e torte colorate che sfogliava ieri con visibile soddisfazione porta il timbro autorevole e super partes del Servizio Studi della Camera, che ha elaborato i dati delle scorse Regionali ed Europee e li ha proiettati sui 475 collegi maggioritari.
Risultato: il centrosinistra passerebbe dagli attuali 193 seggi a 265; la Cdl calerebbe da 282 a 210. Cinquantacinque seggi di differenza, che non sono pochi. Ma attenzione: senza Mastella il sorpasso non riuscirebbe, perché l’Unione si fermerebbe a 232 collegi, e al centrodestra ne resterebbero 243.
Chiaro? Senza contare che in altri 20, sparsi dal Piemonte al Friuli fino al Lazio (dove svetta la più recente acquisizione dell’Udeur, l’ex azzurro Verzaschi col suo bel pacchettino di voti), l’apporto del Campanile potrebbe essere «quasi determinante», quello 0,5% che può fare la differenza. Insomma, come spiega Mastella senza inutili giri di parole: «Con me Prodi sta certo di vincere; senza, invece, la partita diventa dura perché il centrodestra può pure sperare di reggere in molti posti chiave».
Le tabelline preparate dagli uffici di Montecitorio sono ben dettagliate, ed elencano uno a uno i collegi in palio. Senza l’apporto udeurrino, la Campania diventerebbe un camposanto per l’Unione: diciotto seggi che finirebbero o resterebbero a Berlusconi.
In Abruzzo (terra di Franco Marini, stratega elettorale della Margherita) sono tre, come in Puglia; nella Calabria del «traditore» Loiero, che abbandonò Clemente per Rutelli, sono sei, e tre nella Sicilia dove Udc e Forza Italia l’hanno finora fatta da padroni.
Esiste però anche una categoria di collegi (pochini, in verità: appena undici) che in base alle elaborazioni commissionate dall’Udeur finirebbero, comunque vada, dal centrosinistra a Berlusconi. Uno è in Liguria, uno nelle Marche, uno in Abruzzo e uno in Molise. Due sono nel Lazio e ben cinque in Puglia. Tra questi il più famoso, quel collegio 11 di Gallipoli che ha finora eletto Massimo D’Alema ma che al prossimo giro, dice Mastella, «è spacciato».