Mastella frena sulle alleanze elettorali "Intrigato dal Pdl, ma non mi svendo"

Il leader dell'Udeur ha deciso di non chiudere oggi il Consiglio nazionale del partito: &quot;Non ci sono decisioni precostituite. Non c'è ancora una decisione&quot;. Poi ha chiesto i pieni poteri per le decisioni successive<br />

Arpaise - La soluzione non è arrivata. Non ancora. E il consiglio nazionale del Campanile resterà aperto a oltranza. Almeno finché il leader Clemente Mastella non avrà sciolto il nodo sulle intese elettorali.

Tutto ancora da decidere L’idea di un partito unico di centrodestra che si ispiri al Ppe "intriga" Clemente Mastella e l’Udeur, ma "ci sono cose che capiamo e cose che non capiamo", e per questo "aspettiamo fino a quando ci avranno spiegato" che cosa avverrà. "Non chiuderemo oggi il Consiglio nazionale, che invece resterà aperto, perché non c’è oggi ancora una decisione sulle alleanze per le elezioni", ha continuato il leader Udeur chiedendo al consiglio nazionale del partito di "trasferire sul segretario politico quella che sarà la gestione dei passaggi futuri". Mastella dal palco ha detto che "oggi non ci sono decisioni precostituite, ma il consiglio nazionale rimane aperto".

Una platea fredda Quella che ha ricevuto il segretario è stata un’accoglienza piuttosto tiepida: in mattinata, infatti, in platea si potevano sentire alcune voci di dissenso nei confronti della scelta di passare con il centrodestra. A poco è, infatti, servito a Mastella assicurare che l'Udeur si alleerà solo con "chi accetterà la nostra storia, la nostra identità, i nostri valori". E ha chiarito: "Non vogliamo essere più spettatori di quello che è successo alla Sapienza in occasione della visita del Santo Padre".

"Non si vince al Sud senza l'Udeur" Da arpaise Mastella ha comunque voluto lanciare un messaggio chiaro al leader azzurro Silvio Berlusconi. "Il Popolo delle Libertà nel Meridione non può prescindere da noi". e ha ripetuto: "Al Sud senza Udeur non si vince". Per questo, il segretario sostiene che il suo partito "è pronto a dialogare e a discutere, ma senza piegare le ginocchia e senza nessun gesto che possa dare l’idea di servilismo". "Credo che non ci sia in questo un orgoglio luciferino ma la fierezza e la tenacia propria dei romani come dei sanniti - ha concluso Mastella - faremo la nostra campagna elettorale chiamando a raccolta tutte le buone persone che popolano il nostro partito per fare salire in quota le garanzie dei cittadini comuni. Questa sarà la nostra campagna elettorale".