Mastella garantisce: "Estradizione e nessuna amnistia per Battisti"

Il Guardasigilli telefona al figlio del gioielliere milanese ucciso dai Pac nel 1979. Il ministro della Giustizia garantisce "ogni mossa possibile per l'estradizione del terrorista latitante dal Brasile" e si dice "fermamente contrario" alla clemenza

Roma - Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha telefonato stamani ad Alberto Torregiani, figlio del gioielliere milanese ucciso nel 1979 dai Pac (Proletari armati per il comunismo) per rassicurarlo che farà "ogni mossa possibile" per ottenere l’estradizione dal Brasile di Cesare Battisti, condannato in via definitiva anche per quell’ omicidio. Lo ha detto lo stesso Alberto Torregiani che è stato raggiunto telefonicamente dal Guardasigilli. "Il ministro - ha detto Torregiani - ha porto le scuse a me e, attraverso me, ai familiari delle altre vittime per non averci contattati prima della richiesta di estradizione in Brasile, ma ha spiegato che questo è dipeso dalla sua preoccupazione di portare avanti la procedura per ottenere l’estradizione dal Brasile. Cosa che cercherà di ottenere in ogni modo2. Secondo Torregiani, il ministro gli ha anche spiegato che quel riferimento al fatto che Battisti non rischierà il carcere a vita, per via del fatto che il nostro ordinamento prevede alcuni benefici, era dettato dalla volontà di evitare eventuali problemi con l’autorità giudiziaria del Brasile, paese nel quale l’ergastolo non è previsto.

No all'aministia Alberto Torregiani ha detto che, nella conversazione telefonica, il ministro Mastella ha detto di essere "fermamente contrario" all’amnistia per il leader dei Pac e per gli ex componenti del gruppo terroristico. "Io ritengo che - ha aggiunto Torregiani -, prima che venga dichiarato chiuso quel capitolo tragico, chi si è reso responsabile di quei delitti debba pagare. Sono trent’anni che aspettiamo. Ora deve stare in galera. Non per la persona Cesare Battisti, ma perché tutti capiscano che, presto o tardi, chi si è macchiato di questi reati deve pagare per le proprie colpe". Alberto Torregiani, 42 anni, è paralizzato perchè raggiunto da un proiettile nelle fasi concitate dell’omicidio che ebbe come vittima il padre Pierluigi.