Mastella: governo a casa se non approva odg

Vigilia di alta tensione nella maggioranza: domani il governo riferirà al Senato sul caso "Visco-Speciale". D'Alema: "Se cade il governo subito alle urne". La discussione comincia alle 9 a Palazzo Madama. Si procederà con interrogazioni, interventi e ordini del giorno. Diretta tv dalle 19,40 per la replica del governo, a parlare a nome dell'esecutivo sarà Padoa-Schioppa. A seguire la votazione che dovrebbe concludersi entro le 22,30

Roma - Il caso Visco continua a tenere banco, sia tra la maggioranza che nell'opposizione. Se l’Unione presenta un ordine del giorno per confermare la fiducia alla Guardia di Finanza e questo non dovesse passare all’ora "non ci sarebbe più il governo". Lo dice il ministro della Giustizia e leader dell’Udeur, Clemente Mastella, lasciando palazzo Chigi al termine del consiglio dei ministri a proposito del dibattito di domani al Senato sul caso Visco-Guardia di Finanza. "Mi aspetto un atto di fiducia da parte della maggioranza verso la Guardia di Finanza" ha detto il ministro che già ieri aveva proposto agli alleati di presentare un odg in Aula con questo scopo. "È chiaro - ha risposto poi ai giornalisti - che se non venisse votato non ci sarebbe più il governo. È un fatto politico".

D'Alema e le urne "Io credo che il governo può fare la legislatura, nel senso che se cade questo governo mi pare che la probabilità maggiore è che si vada alle elezioni. È questa l’intenzione di Berlusconi". Così il vice premier Massimo D’Alema si esprime in un’intervista all’Unità, affermando che "chi decide nella Cdl alla fine è Berlusconi. Penso che - sostiene D’Alema - il precipitare nelle elezioni anticipate con questa legge elettorale sarebbe un danno grave per il paese. Ritengo che il governo debba poter sviluppare la sua azione e trarre i risultati anche da scelte che certamente all’inizio sono state abbastanza complesse".

La Cdl chiede la diretta tv La Casa delle Libertà chiederà che il dibattito di domani in Aula sul caso Visco-Gdf sia seguito in diretta televisiva. È quanto emerso dal riunione che si è svolta questa mattina, presso il gruppo di Forza Italia, cui hanno partecipato i capigruppo Renato Schifani (FI), Roberto Castelli (Lega), Francesco D’Onofrio (Udc), Mauro Cutrufo (Dca) e il vicepresidente dei senatori di An Oreste Tofani e il senatore leghista Roberto Calderoli. "Chiederemo -ha riferito Castelli- la diretta televisiva per il dibattito di domani", e quanto alla mozione della Cdl Castelli ha spiegato che «sostanzialmente» non sarà modificata ma solo ritoccata alla luce di quanto avvenuto. Il leghista Roberto Calderoli ha confermato la presentazione di un altro ordine del giorno: alla domanda se fosse vero che ha presentato un altro odg ha risposto: "Sì, è vero, e ne presenterò tanti altri".

Diretta tv, discussione e voto Il dibattito sulla vicenda Visco-Gdf comincerà domani mattina alle 9 in Senato con l’illustrazione di interpellanze, interrogazioni, ordini del giorno e mozioni che saranno state presentate. La replica complessiva del governo è prevista alle 19.40 in diretta tv e durerà circa 20 minuti. Alle 20 inizieranno le dichiarazioni di voto. Le votazioni cominceranno all’incirca alle 21.30-22. È quanto ha deciso la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama a proposito del dibattito riguardante la vicenda Visco-Gdf.

Di Pietro: "La Cdl strumentalizza" "Crediamo che sia la più grossa strumentalizzazione e la più grossa furbata che si possa fare". Così Antonio Di Pietro, lasciando Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, risponde ai cronisti che gli chiedono se l’Italia dei Valori è pronta a votare un ordine del giorno sulla fiducia alla Guardia di Finanza e al generale Roberto Speciale. "Con la mia storia personale, non ho bisogno né di Calderoli né di una mozione del centrodestra per poter dare la mia fiducia alla Guardia di Finanza. Vorrei ricordare che questo centrodestra che oggi si ricorda di dare la fiducia alla Gdf, in passato ne ha dette di cotte e di crude contro le indagini di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza. E quando qualche volta la Gdf faceva le ispezioni - conclude Di Pietro - qualcuno del centrodestra di area berlusconiana che oggi siede in Parlamento pagava le tangenti".