An: Mastella ha l’indulto sulla coscienza

Appello a scendere in piazza il 13 ottobre "contro il governo di Caino". Gasparri: "Chi ha voluto la legge svuota carceri si dimetta". Fabris (Udeur): "Ma non è la causa di tutti i mali"

Roma - L’attualità dei clamorosi casi di cronaca di Sanremo e Latina riaccende una polemica antica. E riporta alla luce lo scontro mai sopito sull’approvazione dell’indulto, quel provvedimento generale di clemenza, approvato nel 2006, che fece uscire, in un colpo solo, qualcosa come 25.604 persone (che secondo altri calcoli salgono a 27mila).

Una legge «svuotacarceri» siglata da Clemente Mastella ma votata da un ampio arco di partiti, con l’eccezione di Lega, Italia dei Valori e Alleanza Nazionale. Ed è proprio un esponente di quest’ultimo partito, Maurizio Gasparri, a sfoderare le armi verbali e a lanciare un affondo pesante contro il ministro della Giustizia.

«Quando Mastella scenderà dallo yacht su cui si fa intervistare in tv capirà che nelle strade italiane l’indulto da lui imposto ha fatto dilagare l’emergenza criminale» attacca Gasparri. «Sono tornati in carcere a migliaia i suoi beneficiati. E quelli ancora a piede libero ampliano a dismisura l’esercito del male». «E non si lavi la coscienza con inutili ispezioni a magistrati che scarcerano delinquenti in quantità, o peggio ancora, perdono tempo aprendo indagini basate sul delirio di chi voleva dare fuoco al nonno e ai genitori - aggiunge l’esponente di An -. Chi sbaglia paghi. Se indossa la toga, paghi doppio, e se ha voluto l’indulto si dimetta». Gasparri dà, inoltre, appuntamento al 13 ottobre, quando «Alleanza Nazionale scenderà in piazza a Roma per chiedere legge e ordine contro il governo di Caino».

La replica e la difesa di Mastella è affidata prima a una nota dell’Udeur, poi al capogruppo alla Camera, Mauro Fabris. «Le forze politiche non facciano polemiche strumentali sugli avvenimenti di cronaca. Non è possibile ogni volta tirare in ballo l’indulto come se fosse l’unica causa di tutti i mali italiani. L’indulto, ricordiamo, fu votato da oltre due terzi del Parlamento, quindi da molti che oggi in modo artificioso lo criticano» si legge nella nota. Se l’ufficio stampa Udeur resta sulle generali, Mauro Fabris punta il dito direttamente contro l’esponente di An. «È un’operazione disonesta utilizzare, come fa Gasparri, ancora la questione dell’indulto attribuendone la responsabilità a Mastella. Tale provvedimento di clemenza in Parlamento fu votato addirittura da alcuni esponenti di An. L’origine dei problemi - conclude l’esponente Udeur - viene da lontano e richiede soluzioni condivise, evitando polemiche sterili».

Ma contro la linea tenuta dall’esecutivo sulla giustizia si schierano anche altri esponenti del centrodestra. Per il leghista Roberto Cota «tra delinquenti a piede libero per mancanza di prove, indulto e sentenze buoniste soprattutto per quanto concerne la normativa sull’immigrazione, i cittadini rischiano davvero di non credere più nella giustizia». Chiude Adolfo Urso, che chiede a Mastella di fare mea culpa. E aggiunge: «La madre di tutti gli errori è stato l’indulto che ha realizzato la scarcerazione di massa, gli episodi di questi giorni sono il frutto della stessa logica».