Mastella: «Io e Della Valle come fratelli da 25 anni»

«Ci presentò Montezemolo nei primi anni ’80 in uno stabilimento Iveco»

nostro inviato a Telese Terme (Benevento)
«Me lo ha fatto incontrare Montezemolo, che ora si lamenta, “Sei diventato più amico suo che mio”, mi rimprovera. Erano i primi anni '80, venticinque anni fa, chi lo direbbe... Luca era responsabile delle relazioni esterne Fiat, c’eravamo conosciuti all’apertura dello stabilimento Iveco di Grottaminarda, io ero un giovane parlamentare della Dc. “Devo presentarti un giovane imprenditore del quale sentirai parlare”, mi disse, “ha dei problemi, merita che lo ascolti”. Lo incontrai, il problema era comune ad altri imprenditori con fabbriche ad Ascoli Piceno: la Cassa del Mezzogiorno che se ne stava andando, voleva ritirare i fondi concessi. Mi diedi da fare, sostenendo la causa che ritenevo legittima. Simpatizzammo subito, eravamo giovani, lui ha cinque anni meno di me, entrambi più asciutti di oggi. Era molto diverso dall’imprenditore tradizionale che immaginavo, e restò stupito che anche io non fossi il politico tradizionale. Sgranò gli occhi, allorché risolto il problema, gli risposi che non mi doveva nulla. Così siamo diventati amici fraterni, e ora i miei figli sono i suoi figli, la sua famiglia è la mia famiglia».
Questo è l’inizio della storia di Clemente e Diego, raccontata da Mastella. Della Valle è stato mercoledì alla festa del Campanile di Telese Terme anche questa volta, come ogni anno, per partecipare al dibattito e ancor più per tenere lezione ai corsi di formazione dell’Udeur. «La politica non lo interessa più di tanto, ma lo fa per me. Il cemento iniziale della nostra amicizia stava nell’essere ambedue all’inizio della carriera, io in politica e lui nell’industria, ma sai che ci lega e ci fa simili? Che siamo ambedue ragazzi di paese, abbiamo il culto della famiglia e delle radici, mai faremmo studiare i figli in Svizzera». L’onda dei ricordi monta: «Figurati, io credevo che le Tod’s fossero americane... E prima di conoscerci, ricordo che un deputato dc marchigiano un giorno mi disse: “Vieni, ti presento un industriale di scarpe che ti farà il 30% di sconto”. Io scherzando gli risposi che da questo imprenditore, quando ci sarei arrivato, le scarpe me le prendevo gratis. Chi avrebbe mai immaginato tanta amicizia e un tale affetto?». Il risultato, è che ora le scarpe di Della Valle, Mastella non le prende né gratis né con lo sconto, «perché l’amicizia è amicizia, e non se ne abusa».
Della Valle ha due figli, Mastella tre, e sono diventate amiche anche le rispettive famiglie. «Figurati che il padre di Diego, vecchio e incallito repubblicano, ora vota anche lui per me». Quando Diego ha avuto la laurea honoris causa dall’università di Ancona, ha voluto che i Mastella fossero lì. Così quando Della Valle s’è risposato, tra i pochissimi invitati c’erano Clemente e Sandra. «Io partecipo alla sua vita, e lui alla mia. Anche quando mi sono candidato a sindaco di Ceppaloni, un’elezione soffertissima, lui mi telefonava in continuazione per sapere come andava lo spoglio». Naturale dunque, che ogni anno facciano le vacanze insieme, sulla barca di Della Valle, anche quest’anno in Grecia. «Non che mi affascini più di tanto la barca, ma stiamo bene insieme». E poiché gli amici si riconoscono nel bisogno, Mastella gli resterà «eternamente grato» per la disponibilità mostrata da Della Valle nel '94, quando la tempesta di Tangentopoli rischiava di travolgere non solo la carriera ma la vita stessa del leader di Ceppaloni. «Telefonò a Sandra con fare tranquillo, dicendole che se finiva male potevo andare a lavorare da lui. “Quanto guadagna Clemente? Io gli do il doppio”, la rasserenò, “ma digli di non preoccuparsi e che se ne stesse sereno”. Come si possono dimenticare queste cose?». Così è il minimo che anche oggi, pur scendendo nei giardini del Grand hotel con l’elicottero, non se ne parla nemmeno che Della Valle abbia la pur migliore suite: dormirà a casa Mastella a San Giovanni di Ceppaloni, come si usa tra parenti, appunto due «ragazzi di paese» che hanno avuto successo, ma non dimenticano i valori della vita.
Se gli hanno mai creato imbarazzo le sortite certamente impolitiche di Della Valle? «No, mai, assolutamente. Lui fa le sue scelte, però anche il mio partito non dimentica che è venuto a Napoli a chiudere la campagna elettorale, e che si presta volentieri ad aiutarci. Devi vedere, come i nostri giovani ascoltano le sue lezioni». Però non esagera nel difendere l’amico in ogni campo? Via, insistere a chiedere sconti di pena per la Fiorentina... «Certo, che lo difendo. Difendo un amico che è una persona per bene e sostiene posizioni giuste. Dovrei stare zitto?». Se ha un cruccio, un rimprovero da muovere all’amico? Mastella sorride: «Sì, gli avevo chiesto di comprare il Napoli. Ma lui ha preferito la Fiorentina».