Mastella lascia la maggioranza: è crisi. La Cdl: "Prodi si dimetta" Berlusconi: ora si vada al voto

Terremoto nell'Unione. Al termine dell'ufficio politico del partito l'ex Guardasigilli: &quot;Lasciamo l'Unione, è finita un'esperienza. &quot;Ho già mandato una lettera a Prodi. Subito alle urne&quot;. Chiusura totale: &quot;Ininfluente il dibattito di domani&quot;. La Cdl: &quot;Prodi da Napolitano, poi il voto&quot;. Vertice Pd a Palazzo Chigi.<a href="/a.pic1?ID=235655" target="_blank"><strong><font color="#ff6600"> Il premier parlerà alla Camera: forse chiederà la fiducia</font></strong></a>. <a href="/a.pic1?ID=235654" target="_blank"><strong>I sei giorni della &quot;crisi Mastella&quot;</strong></a>

Roma - La bomba arriva alle 18,30 del lunedì. Clemente Mastella, al termine dell'ufficio politico dell'Udeur, annuncia: "Lasciamo la maggioranza, è finita un’esperienza". Lo annuncia l’ex Guardasigilli risponde con un "no" quando gli è stato chiesto se allora l’Udeur darà l’appoggio esterno al governo. "Se ci sarà da votare sulla fiducia, voteremo contro". Questo orientamento del partito Mastella ha detto di averlo comunicato a Romano Prodi con una lettera. Poi aggiunge: "Elezioni subito".

Attacco personale Le ragioni sono politiche, ma prima ancora personali: "Oggi dico basta e mi riprendo la mia autonomia di uomo, di politico, di cittadino. Io non tratto e non negozio". L’ex Guardasigilli spiega che non si vuole soffermare sui dettagli "per quanto dolorosi e avvilenti". Ma i dettagli, come li definisce, sono "un’inchiesta giudiziaria faziosa e pregiudiziale, condotta con abuso di regole inquisitoriali, a partire dal ruolo inaudito e patologico delle intercettazioni e del loro traffico. Un’inchiesta che si è presto trasformata in gogna mediatica, privazione della liberta personale di una mia familiare incensurata" e con il tentativo di "messa in stato di accusa della classe dirigente di un partito del sud, di un partito di cattolici". Tra i dettagli Mastella ci mette anche "la mancata piena solidarietà di amici e alleati timorosi di subire anch'essi la gogna mediatica, l’attacco strumentale e fazioso di personalità ministeriali che dovrebbero guardare il loro passato e riflettere più che aggredire il presente e il futuro dei loro compagni di banco". Poi Mastella annuncia che il dibattito di domani alla Camera sulle sue dichiarazioni sulla giustizia "è ininfluente".

Senato "Non diamo più l’impegno a questa maggioranza...dico basta una volta per tutte" dice Mastella. La scorsa settimana l’Udeur aveva annunciato l’appoggio esterno al governo dopo le dimissioni del Guardasigilli, unico rappresentante del suo partito nell’esecutivo. La decisione di Mastella era arrivata dopo gli arresti domiciliari alla moglie per concussione. Anche Mastella è indagato per concorso esterno in associazione a delinquere. Ora a Prodi al Senato vengono a mancare i tre voti fondamentali dell'Udeur. Quindi un messaggio al premier: "Ringrazio Prodi per lo splendido e prestigioso incarico di ministro, anche se è stato drammatico. Il rapporto umano con lui - aggiunge Mastella - rimane e rimarrà sempre, ma l’esperienza politica del centrosinistra è chiusa".

Berlusconi: urgente ridare la parola ai cittadini "Una crisi che era già evidente nei fatti". Così Silvio Berlusconi commenta la notizia del passaggio all'opposizione dell'Udeur. "Ora - prosegue Berlusconi - è indispensabile e urgente ridare la parola ai cittadini".

La Cdl: "Prodi al Colle" L'opposizione chiede le dimissioni del governo e il voto. "Prodi nelle forme e nei modi che riterrà opportuno è chiaro che non potrà non coinvolgere direttamente il Capo dello stato perchè l’uscita di un partito dalla maggioranza è un fatto che ha un rilievo istituzionale". Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, commenta così la situazione giudicando la crisi del governo "inevitabile. In questi due anni - spiega - il governo ha paralizzato il paese a causa dei suoi contrasti. Mi auguro che questo sia l’epilogo di una fase politica determinata dall’accanimento con cui all’indomani delle elezioni politiche non si sia voluto guardare in faccia la realtà". Forza Italia, con Elio Vito, parla di "dimissioni obbligate". Anche il portavoce di An, Andrea Ronchi, chiede le "dimissioni di Prodi". Per la Lega è Calderoli a spingere Napolitano "a mandare il Paese alle urne".

Tutto il Pd a Palazzo Chigi Il presidente del consiglio Romano Prodi sta incontrando a palazzo Chigi il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, che ha abbandonato la presentazione di un libro in seguito alle parole di Mastella, accompagnato dal vicesegretario Dario Franceschini. Poi tutto lo stato maggiore del Pd ha raggiunto palazzo Chigi. Sono arrivati anche Massimo D’Alema, Francesco Rutelli, Arturo Parisi, Beppe Fioroni, Antonello Soro. Il sottosegretario Enrico Letta era già a palazzo Chigi. Ovviamente no". Così fonti dell'Udeur fanno sapere che il Campanile non parteciperà al vertice di maggioranza.

Domani Prodi alla Camera Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha chiesto di "rendere comunicazioni domani alla Camera sulla situazione politica generale". L'annuncio viene dalla presidenza di Montecitorio. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha dunque convocato per domani alle 9 la conferenza dei capigruppo. Forse chiederà la fiducia

Mastella: Prodi sbaglia, salga al Quirinale "Romano Prodi sbaglia a non salire al Quirinale. La situazione non regge più". Lo dice a Porta a porta il leader dell'Udeur, Clemente Mastella. "E' strano - osserva - che io, da tutti sempre descritto come attaccato alla poltrona, sia l'unico a dimettersi. Ci vuole dignità e io non ne vedo molta in giro. Serve un atto di purificazione: si voti". Con chi andrà l'Udeur alle elezioni? "Vedremo la legge elettorale: si può ragionare con tanti amici come Pezzotta": così il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, risponde a chi gli chiede con chi correrà .

Clemente contro Veltroni "E' tanto arrogante? Vada avanti da solo". E poi arriva un appello ai centristi della Margherita: "Ci ripensino. Come si fa - sostiene - a stare con gli atei che dicono no al Papa all'università? E' come l'elefante e la balena. De Mita, Gerardo Bianco e gli altri, che hanno contribuito a costruire questo paese, abbiano uno scatto di orgoglio e dicano no".