Mastella: mai più alleato con Di Pietro L'ex pm: "La giustizia non è uguale per tutti"

Caso De Magistris, è ancora bufera. Il Csm nomina all'unanimità Iannelli nuovo pg. <a href="/a.pic1?ID=215830" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Il procuratore Lombardi: &quot;Il pm ha violato la legge&quot;</font></strong></a>. Riprendono le indagini, <a href="/a.pic1?ID=215840" target="_blank"><strong>perquisizioni a Roma e San Marino</strong></a>

Roma - Proseguono i botta e risposta tra colleghi di governo. Ormai è scontro all'arma bianca tra il ministro della Giustizia e quello per le Infrastrutture. "Già alle prossime amministrative non mi alleerò più con Antonio Di Pietro. Se dovesse accadere, vorrà dire che sono da ricovero, da manicomio". Lo afferma Clemente Mastella, conversando con i cronisti nel Transatlantico del Senato.

"La giustizia non è uguale per tutti" E' il titolo dell’intervento di Antonio Di Pietro sul suo blog, che interviene ancora una volta sulla vicenda De Magistris, ribadendo che l’inchiesta Why Not deve andare "fino in fondo". "L’informazione - scrive il ministro - in Italia è funzionale al mantenimento dei poteri costituiti. Questa affermazione può apparire scontata, in particolare se detta da me e dall’Italia dei Valori che ci battiamo da tempo per un’informazione libera. I media hanno strumentalizzato la mia richiesta di restituire a De Magistris l’inchiesta "Why Not" trasformandola in una contrapposizione tra me e il ministro della Giustizia. La contrapposizione è invece tra il Paese e questa classe politica che non vuole farsi giudicare".

L'errore del trasferimento "Sul trasferimento di De Magistris, tranne rare eccezioni, sono d’accordo tutti, nel centro sinistra e nel centro destra. Se l’inchiesta di De Magistris avesse riguardato cittadini comuni e non dei politici ci sarebbero stati la richiesta di trasferimento di De Magistris, la continua fuga di notizie e la loro pubblicazione sui giornali, l’avvocatura e, infine, il trasferimento degli atti dell’inchiesta alla procura di Roma? La risposta non può che essere negativa. "Why Not" coinvolge in prima persona il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia in una vicenda legata all’erogazione di miliardi di euro di fondi europei in Calabria. De Magistris - conclude - deve andare fino in fondo o il governo sarà, di fatto, delegittimato".

Il Csm nomina Iannelli Pg di Catanzaro Enzo Iannelli è il nuovo procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro. Lo ha deciso stamane il plenum del Csm all’unanimità. Iannelli, fino ad oggi procuratore capo di Pisa, andrà così a ricoprire l’incarico lasciato vacante da Domenico Pudia, andato in pensione. Il ruolo di procuratore generale, negli ultimi tempi era stato svolto dal facente funzioni Dolcino Favi, il magistrato che, la scorsa settimana, ha disposto l’avocazione dell’inchiesta "Why not" al pm De Magistris. Data la delicata situazione negli uffici di Catanzaro, la quinta commissione di Palazzo dei Marescialli, nei giorni scorsi, aveva deciso di accelerare la pratica per la nomina del nuovo procuratore generale, approdata oggi con procedura d’urgenza in plenum, dopo il via libera firmato ieri dal guardasigilli.