Mastella: "Meglio votare in primavera. Decido io quando me ne vado"

Nuovo strappo del Guardasigilli: "Mentre il Senato discute, Sagunto rischia di essere espugnata". Intanto i senatori del gruppo hanno abbandonato la
riunione di maggioranza sulla manovra in polemica con il Pd. In un'intervista su La7 un uomo vicino a Veltroni, con il volto sfocato, dice che "è un suicidio politico andare avanti con il governo Prodi"

Roma - "Noi siamo per andare al voto in primavera. Prima ti togli il dente e meglio è, nell’interesse degli italiani": lo ha detto stasera a Terni il ministro Clemente Mastella. Secondo Mastella, "mentre il Senato discute, Sagunto rischia di essere espugnata. La maggioranza quasi non c’è più. Noi difendiamo Sagunto, ma sento che ci avviamo velocemente verso elezioni anticipate". Dopo la nascita del Pd, mentre si annuncia un autunno difficile per Prodi, l'alleato dell'Udeur consuma un nuovo strappo.

"Abbiamo fatto tanto - ha ribadito Mastella - per respingere l’assalto a Sagunto. Oggi sono indifferente. Non si può chiedere a me di fare il lavoro più sporco e poi in certe occasioni fare finta di niente". Riferendosi poi all’eventualità di un rimpasto nel governo Mastella attacca: "Si chiede a noi un gesto di generosità, ma è il Pd che ne ha troppi". Il leader dell’Udeur ribadisce di "temere che si vada ad elezioni anticipate"», osservando però "la colpa non è di Prodi. Sono le istituzioni italiane ad essere indecisioniste. Sarkozy toglie e mette ministri dalla mattina alla sera, in Italia non lo puoi fare, e la difficoltà è da crisi di sistema".

"Decido io quando me ne vado" "Lo decido io quando è ora di lasciare la politica e di tornare a casa": cita Aldo Moro, il ministro Clemente Mastella, nel respingere "i tentativi di altri di farmi abdicare dalla politica", perché "da qualche tempo mi si recapita con indirizzo sbagliato, ma i problemi della politica italiana non si risolvono scaricandoli sulla mia persona"». Al congresso regionale umbro dell’Udeur, Mastella ha sottolineato che "in una coalizione serve una grande unità, ma diventa tutto più difficile se non c’è rispetto. Non si può sempre fare come l’olandesino che tappava i buchi della grande diga per evitare l’arrivo dei marosi".

"Indulto e legge elettorale, Veltroni dica parole chiare" Mastella ha quindi elencato una serie di questioni, dall’indulto al sovraffollamento delle carceri agli incidenti stradali mortali, in cui è stata tirata in ballo in maniera impropria la sua responsabilità: "Rispetto a tante cose che sono ingiuste, non c’è nella compagine di maggioranza una solidarietà, e quindi c’è uno sgretolamento di fatto", ha detto il leader del Campanile. Infine Mastella ha sollecitato, soprattutto dal Pd e dal suo leader, Walter Veltroni, "parole chiare" su questioni come la legge elettorale (anche se, per il ministro, "non è al primo posto") e sull’indulto ("prima Veltroni ha fatto la marcia poi la retromarcia..."). 

E nel pomeriggio i senatori dell'Udeur gruppo hanno lasciato i lavori della riunione di maggioranza sulla Finanziaria in polemica con il Pd. A scatenare questa reazione, un programma tv in onda stasera. Il senatore Tommaso Barbato, capogruppo dei senatori Udeur, spiega che "in un’intervista registrata in onda questa sera su La7 un uomo molto vicino a Walter Veltroni, con il volto sfocato e la voce alterata, riferisce che secondo Veltroni è 'un suicidio politico andare avanti con il governo Prodi, meglio il voto subito. Finché - ammonisce Barbato - non ci sarà una smentita, l’Udeur non parteciperà né alle riunioni di maggioranza né, tantomeno, ai lavori della commissione Bilancio".