Mastella: "Non mi candido alle politiche"

Il leader dell'Udeur getta la spugna: "Sconfitto prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio. Sono diventato l'uomo nero di cui ci si deve liberare. Ho retto fino a quando ho potuto, ho subito ingiustizie clamorose ma sono cosciente della mia onestà"

Roma - "Sconfitto prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi". Clemente Mastella getta la spugna, il leader dell'Udeur non si presenterà alle elezioni politiche. Dopo la crisi di governo, le vicende giudiziarie, le polemiche, le fughe dal partito, i no ricevuti e destra come a sinistra, l'ex ministro della Giustizia ha deciso di non andare avanti. "Sconfitto per una costante e manipolata disiformazione con la pubblica opinione - si legge nella nota del segretario dei Popolari-Udeur - determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente".

"Io, uomo nero" "Per queste ragioni sono diventato una sorta di uomo nero di cui liberarsi - prosegue - e sul quale scaricare tutte le responsabilità del sistema politico. Stretto nella tenaglia, ho retto fino a quando ho potuto sapendo di avere subito ingiustizie clamorose e ben cosciente della mia onestà e innocenza. Mentre ringrazio quanti, anche in queste ore, mi spingono a restare sul terreno di gioco - spiega l’ex ministro - ho deciso di non candidarmi al parlamento italiano per le prossime elezioni politiche. Spero così di essere anche più libero e di ritrovare finalmente una serenità che con violenza e ad arte mi è stata tolta".

Amarezza "Confesso che un pò di amarezza in tutto questo c’è - conclude Mastella - ma forte anche della cultura e della saggezza contadina del mio sud, non mi arrendo e se, e qualora ci saranno condizioni diverse, dò l’arrivederci a quegli amici che generosamente e in modo solidale mi sono stati vicino".

Casini: "Fa schifo chi lo abbandona" L'annuncio arriva in serata dopo che l'Udc aveva smentito seccamente l'ipotesi di candidature della moglie di Mastella, Sandra Lonardo o dei figli. E nel pomeriggio  anche Pierferdindo casini era sceso in campo per difendere Clemente: "fa schifo", ha detto, chi ha abbandonato Mastella dopo "aver utilizzato i suoi servigi". Lo ha detto in un’intervista a Telenorba che ne ha diffuso una sintesi. Coloro che "gli danno il calcio dell’asino - ha aggiunto Casini - mi fanno schifo. Bisognerebbe avere più rispetto per le persone. Chi ritiene che Mastella sia la causa di tutti i guai del Paese non doveva firmargli dei fogli che gli garantivano la presenza in Parlamento di diversi parlamentari".