Mastella: nuove accuse a De Magistris

Nel mirino degli ispettori del Guardasigilli la fuga di notizie sull'inchiesta Why not in cui è coinvolto Prodi insieme al suo collaboratore Bisignani. Atti inviati al Csm

Roma - Si arricchisce di nuove accuse il fascicolo del pm di Catanzaro Luigi de Magistris. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha inviato al Csm ulteriori elementi che vanno ad integrare la richiesta di trasferimento d’ufficio urgente per il sostituto procuratore calabrese, trasmessa dal Guardasigilli il 20 settembre scorso alla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli. Un provvedimento cautelare chiesto sulla base dei risultati dell’ispezione condotta negli uffici giudiziari di Potenza e relativi alla gestione dell’inchiesta sulle "toghe lucane", che riguarda anche il capo della procura di Catanzaro Mariano Lombardi.

Nuovi elementi I nuovi elementi di accusa trasmessi dal ministro ai giudici del Csm si riferirebbero invece alle inchieste Poseidone e Why not. In particolare, la prima è quella sulla gestione dei fondi comunitari per l’emergenza ambientale in Calabria, che il procuratore Lombardi la scorsa primavera ha revocato a De Magistris sostenendo di non essere stato informato dal suo pm dell’iscrizione nel registro degli indagati del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli. Nelle nuove carte inviate a Palazzo dei Marescialli Mastella contesterebbe a De Magistris irregolarità nel provvedimento di secretazione relativo proprio all’iscrizione nel registro degli indagati di Pittelli e del generale Walter Lombardo Cretella.

Fughe di notizie Ma accuse riguarderebbe anche numerose fughe di notizie che hanno accompagnato di recente le inchieste del pm De Magistris, compresa quindi quella su Why not, che riguarda Enrico Bisignani, collaboratore di Palazzo Chigi, e il premier Romano Prodi. Secondo il Guardasigilli il sostituto procuratore Luigi De Magistris ha avuto un "disinvolto rapporto con la stampa del tutto disattento ai profili di riservatezza delle attività di indagine preliminare", in particolare per quanto riguarda gli avvisi di garanzia nei confronti di Prodi e Bisignani. Mastella imputa a De Magistris una "scarsa attenzione al profilo della riservatezza nello svolgimento della attività investigativa" e una omissione di "qualsiasi cautela idonea a prevenire la diffusione di notizie" riguardanti l’inchiesta Why Not. Infatti, l’iscrizione nel registro degli indagati di Prodi risulta essere stata "disposta il 13 luglio 2007", mentre la notizia "veniva diffusa lo stesso giorno attraverso il sito web di Panorama". Più altre anticipazioni, sempre su Panorama, una settimana prima. "Tali notizie - secondo Mastella - alla data del 6 luglio non potevano che provenire da fonti dirette, poichè a quella data non era stato utilizzato in sede processuale o incidentale alcun documento nel quale esse fossero formalizzate".