Mastella: il pm vuol fare l'eroe, l'inchiesta vada avanti

Continua lo scontro fra Guardasigilli e De Magistris che dice di temere per la propria vita. Martedì il Csm discuterà dell'avocazione. Gennaro, presidente dell'Amn: atto a rischio. Le reazioni politiche, Casini solidale con il ministro

Roma - Cresce d'intensità lo scontro tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella e il pm di Catanzaro Luigi de Magistris (che in una intervista ha detto di temere "pallottole e tritolo") al quale è stata tolta l'inchiesta che vede indagati Guardasigilli e premier. De Magistris, anche di domenica al lavoro nel suo ufficio in Procura, ha continuato ad attendere invano la notifica del provvedimento con cui il procuratore Favi ha disposto l'avocazione dell'inchiesta Why not, tornando a parlare di "un filo conduttore" che legherebbe "ostacoli, intimidazioni, minacce e pallottole. Senza mezze parole, il leader dell'Udeur ha accusato il magistrato di voler fare l'eroe e lo ha invitato a "stare tranquillo" per la sua incolumità. E Mastella ha aggiunto: "l'avocazione, non significa interruzione dell'inchiesta".

Intanto, martedì, il Csm si occuperà dell'avocazione di 'Why not' ma, oggi, la sottrazione del fascicolo al pm ha registrato la preoccupazione di Giuseppe Gennaro, presidente dell'Anm. Dal centrodestra Mastella ha incassato la solidarietà di Pierferdinando Casini mentre il ministro Rosy Bindi lo ha esortato a non gridare al complotto. "Mi ha iscritto scientemente nel registro degli indagati - ha detto Mastella a Napoli, parlando con i cronisti dopo la messa con il Papa - perché sapeva che, iscrivendomi, gli veniva tolta l'inchiesta e diventava un eroe nazionale". Un comportamento, secondo il Guardasigilli, che nasce dal fatto che "risultati reali fino ad ora, da quella inchiesta, non sono arrivati anche perché la Cassazione ha in larghissima misura bocciato i suoi atti". "Probabilmente - è l'intenzione che attribuisce a de Magistris - voleva dare l'idea che è molto più facile esaltarsi nel dire 'mi hanno tolto la cosa'". "Quanto ai toni esasperati, il tritolo eccetera, - ha proseguito il ministro - quasi che qualcuno di noi o qualcuno legato a bande possa mandar tritolo, stesse tranquillo". "Non ho alcuna difficoltà: l'inchiesta vada avanti. Sono il primo a chiederlo - ha concluso Mastella - perché voglio che questi schizzi di fango che mi sono stati gettati addosso mi vengano tolti".

Su iniziativa del togato di Unicost Fabio Roja, la questione dell'avocazione sarà affrontata martedì da Palazzo dei Marescialli, unitamente agli sfoghi mediatici di de Magistris che potrebbero avere ricadute disciplinari. La vicenda dell'avocazione decisa dal Procuratore generale reggente di Catanzaro, Dolcino Favi, comunque, ha già destato la preoccupazione del presidente dell'Anm Giuseppe Gennaro. "Crediamo che fosse inopportuno farlo adesso: - ha sottolineato - siamo di fronte a uno sbocco imprevisto, che toglie l'inchiesta a chi la stava conducendo, dunque un epilogo piuttosto forte che ci lascia perplessi" e che può essere un "rischio per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura". "Se questa decisione sarà seguita in futuro da altri provvedimenti analoghi in casi analoghi - aggiunge - sicuramente sarà un problema, perché non credo che ci siano molti precedenti al riguardo" e conclude:"auspico che si rifletta un po', perché l'aria si fa irrespirabile. Occorre lo sforzo da parte di tutti per evitare situazioni ancora più incomprensibili alla collettività che assiste con sorpresa e sgomento". Di attacco "all'indipendenza della magistratura" parla anche Magistratura Democratica.

E da Treviso, dove si è concluso il congresso straordinario dei penalisti, arriva una mozione nella quale si esorta il Csm a decidere tempestivamente sul caso De Magistris, perché le istituzioni non possono essere "terreno di battaglia tra poteri". "La deriva mediatica e populista della giustizia e la ricerca di legittimazione a furor di popolo dei protagonisti della contesa - dicono le camere penali guidate da Oreste Dominioni, a proposito della vicenda 'Why not' - mettono a rischio l'essenza stessa dello stato di diritto": le istituzioni "non diventino un campo di battaglia tra poteri". Infine, dal versante politico, al Guardasigilli è arrivata la solidarietà del leader dell'Udc Pierferdinando Casini che rifiuta di "pensare che Mastella sia massone, piuttosto astronauta...".

Fabrizio Cicchitto di Forza Italia ha concordato sull'avocazione dando, però, ragione a de Magistris su un punto: "un provvedimento del genere avrebbe dovuto essere preso nel passato anche nei confronti di magistrati che non avevano nel mirino Prodi e Mastella, ma Berlusconi. Certamente in quel caso, si sarebbero scatenate polemiche violentissime".