Mastella scuote l'Unione: "Referendum contro di me" Faccia a faccia Prodi-Bossi

Il Guardasigilli: "Vogliono fare una legge contro i piccoli". Il premier: "Abbiamo parlato di riforma e federalismo fiscale". Il leader della Lega: "C'è voglia di fare questa legge". Bondi: "Intesa per migliorare la legge in parlamento"

Milano - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha incontrato stamani a Milano, per circa 90 minuti, il leader della Lega Umberto Bossi: oggetto del colloquio la legge elettorale e il federalismo. È il primo incontro ufficiale di Prodi con un leader della Cdl sulla legge elettorale. Nelle consultazioni Prodi aveva sempre incontrato i capigruppo. Prodi non vedeva Bossi da prima della malattia e l’incontro di oggi avrebbe dovuto svolgersi in modo riservato. Ma l’anticipazione di un quotidiano e la contemporanea riunione, in prefettura, del "Tavolo per la sicurezza" hanno dato il massimo della pubblicità all’evento. "Abbiamo approfondito il legame che la Lega fa tra legge elettorale e rafforzamento delle autonomie locali. Linea che mi trova d’accordo da molto tempo e su cui proseguiremo" ha detto il premier al termine del vertice durato circa 90 minuti. Una sintonia, quella tra il presidente del Consiglio e il numero uno della Lega, sottolineata anche dallo stesso Bossi. "Abbiamo deciso di fare la legge elettorale. Mi pare ci sia voglia di partire, di farla. Il modello - ha detto Bossi - è quello che ha presentato Calderoli". Quanto agli altri partiti della Casa delle Libertà, il leader di An si dice sempre più convinto della necessità del referendum.

Bondi: "Nulla di sospetto dall'incontro Prodi-Bossi" Nell’incontro fra Prodi e Bossi "non vediamo nulla di sospetto, anzi conferma che abbiamo ragione nel dire che serve un’intesa in parlamento per migliorare la legge elettorale". Obiettivo per il quale resta "la nostra disponibilità assoluta". Così Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha commentato l’incontro fra il premier e i vertici della Lega.

Mastella: "Il referendum è contro di me" Intanto non si placano le polemiche tra il ministro Mastella e i suoi alleati di governo. "Se avessi saputo che Parisi e Santagata avrebbero determinato un referendum contro di me, ci avrei pensato meglio ad allearmi con loro". Lo ha detto il ministro della Giustizia, ospite questa mattina di "Radio anch'io", ribadendo la sua ferma contrarietà all'iniziativa referendaria sulla legge elettorale. "Io mi sono proprio rotto le scatole - ha protestato - che il mio partito è buono per far vincere le elezioni e poi no". Mastella ha attaccato i referendari che "se la prendono con i partiti piccoli, con vigliaccheria e ipocrisia", e vogliono "una legge elettorale ghigliottina, una legge-Erode per eliminare i partiti più piccoli".

Fini: "Referendum sbocco naturale" "Più passano le settimane - ha affermato Gianfranco Fini - e più il referendum elettorale diventa lo sbocco più probabile. I piccoli partiti stanno ponendo problemi insuperabili nelle trattative sulla nuova legge elettorale. E, comunque, non vedo una grande voglia di metterci mano anche da parte dei grandi: nelle relazioni congressuali né Fassino né Rutelli hanno affrontato l’argomento e questo mi fa supporre che non temano lo sbocco referendario. Una prospettiva che, lo ripeto, almeno a noi offre molto opportunità e nessuna controindicazione".

Bonaiuti: "La nuova legge la faccia il parlamento" Il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti: "La legge elettorale la deve fare il Parlamento, perché se la lasciamo in mano a questo governo cercherà soltanto, attraverso la riforma della legge elettorale, di prolungare la sua incerta esistenza". Quanto alla consultazione: "Il referendum rischia di diventare un pretesto per non fare in Parlamento un tentativo serio di legge elettorale".

Maroni rassicura la Cdl: "Discutiamo solo di riforme" I contatti in corso tra il Carroccio e il governo Prodi sul tema delle riforme non significano che sia in corso un avvicinamento della Lega al governo. Lo ha precisato Roberto Maroni, capogruppo del Carroccio alla Camera, al termine dell'incontro di oggi con Prodi: "Un conto è l'azione di governo, un conto le riforme costituzionali. Se non facessimo questa distinzione, non potremmo nemmeno discutere".

Santagata: "Niente scandalo, il referendum è un pungolo" "Il cambiamento della legge elettorale è uno dei punti del programma dell'Unione, sottoscritto da tutta la coalizione di centrosinistra. Non vedo dove sia lo scandalo se, coerentemente con quel programma, sostengo un referendum che stimoli e sia pungolo affinchè il Parlamento modifichi l'attuale legge e ne approvi una migliore". Così il ministro per l'Attuazione del Programma, Giulio Santagata, risponde alle critiche di Mastella.