Mastella si difende sul caso Calabria: «Azione corretta»

da Roma

Attaccato dagli alleati, dalla Sd al Prc, dai radicali allo Sdi, all’Italia dei valori, Clemente Mastella trova imprevedibili difensori nell’opposizione. «Ha fatto bene», per il vicecoordinatore di Fi Fabrizio Cicchitto, a chiedere il trasferimento del pm di Catanzaro Luigi De Magistris, che nell’inchiesta Why not ha tra gli indagati il premier Romano Prodi e sta valutando intercettazioni tra lo stesso Guardasigilli e uno dei principali accusati, Antonio Saladino. Ha fatto bene, per Cicchitto, perché «De Magistris ha sviluppato iniziative giudiziarie inusitate, accompagnandole da proclami politici e interviste sui giornali, tipiche non di un magistrato ma di un soggetto politico». Però, l’azzurro aggiunge una stoccata: «Se un ministro di centrodestra avesse chiesto al Csm il trasferimento di un magistrato che indagava su Berlusconi si sarebbe scatenata un’ira di Dio. Per molto meno Mancuso fu sollevato dal suo incarico».
Si chiede dov’è lo scandalo nella decisione di Mastella il vicesegretario dell’Udc Michele Vietti. «Il ministro si è limitato a valutare il risultato delle ispezioni ministeriali eseguite dai magistrati dell’Ispettorato in piena autonomia e a tradurle in una richiesta di provvedimento al Csm, che deciderà».
Lo dice anche il Guardasigilli, difendendosi in diverse interviste: l’azione disciplinare e il trasferimento cautelare di De Magistris e del procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, con il quale è entrato in conflitto, sono stati «concordemente proposti» dagli ispettori e lui, «doverosamente», ha preso le conseguenti iniziative. Insomma, la condotta del ministro «è stata sempre improntata alla massima correttezza». Ora, il Csm «deciderà nella sua autonomia».
La sezione disciplinare si riunirà l’8 ottobre e «non si appiattirà alle richieste del ministro, ma deciderà con rigore», garantisce Michele Saponara, laico di Fi, che sarà relatore su Lombardi, mentre il caso De Magistris è affidato a Giulio Romano della corrente moderata Mi. Al Csm, dove ha pendenti due procedimenti per trasferimento d’ufficio alla prima commissione, De Magistris ha detto mesi fa di temere che si agisse contro di lui per togliergli inchieste scottanti. Oltre alla Why not, gli rimane quella Toghe lucane, mentre la Poseidone gli è stata revocata a marzo da Lombardi. Per difenderlo è già intervenuta la corrente di sinistra Md, mentre sembra che la maggioritaria Unicost condivida la richiesta del ministro. E con 300 pagine di documenti degli ispettori dense di fatti, evitare il trasferimento, dicono al Csm, per lui sarà difficile. L’Anm ufficialmente non interviene, ma il segretario Nello Rossi (Md), a titolo personale, dice: «Ci sono due magistrature, in particolare al Sud: una timida, burocratica, ossequiante del potere e talvolta connivente, una animata da forti tensioni ideali, che vuole cambiare le cose. So con certezza da che parte stare tra queste due magistrature. Ma sempre bisogna rispettare le regole fino in fondo. Ed è questo che giudicherà il Csm».
L’Idv insiste perché Mastella riferisca in Parlamento, Sd oggi presenterà la sua interrogazione e Giacomo Mancini dello Sdi chiede l’intervento del Quirinale, mentre comitati spontanei pro-De Magistris hanno organizzato oggi un sit in a Catanzaro e scendono in campo in difesa del Pm anche i forum calabresi di Beppe Grillo.