Mastella si lamenta: "Noi politici pagati meno del dovuto"

Il Guardasigilli: non mi faccio infilzare come San Sebastiano, io sono come San Clemente che torna sempre a galla. E sul volo di Stato Rutelli lo difende

Roma - Costi della politica alle stelle, sprechi, privilegi, tagli necessari? Clemente Mastella è controcorrente. Con orgoglio. «Non so se siamo pagati troppo: probabilmente un po’ meno del giusto», dice il ministro della Giustizia.
Preso di mira a destra e manca, il Guardasigilli non si fa infilzare dai dardi con l’aureola del martire, tantomeno per un volo blu. «Se qualcuno pensa che io sia San Sebastiano, si sbaglia. San Clemente, buttato a mare con una pietra al collo, tornava a galla. Mi dispiace, ma io sono così».

Mastella scherza, ma non troppo. Lui e il suo partito, l’Udeur, si sentono al centro di una «campagna di odio», insulti e violenza su blog e trasmissioni Rai, come Ballarò di Floris e, accusano, Anno zero di Santoro, che andrà in onda stasera, malgrado la richiesta al Cda di bloccarla. Ora, la commissione parlamentare di Vigilanza ha aperto un’indagine conoscitiva e ascolterà i conduttori non solo di Ballarò e Anno zero, ma anche di Porta a porta e Primo piano. Quanto al blog «Mastellatiodio», dopo la denuncia del ministro la polizia postale ha deciso di oscurarlo, ma per ora non c’è riuscita perché il server sarebbe in California.

In Parlamento, il Guardasigilli trova in Francesco Rutelli un valido difensore dalle accuse per il famoso volo blu, preso con il figlio per andare al Gran Premio di Monza. È stato il vicepremier, anche lui diretto alla corsa con la moglie, a dargli un «passaggio» sull’Airbus di Stato e nel question time alla Camera si discolpa e discolpa il ministro. Rutelli premette che il Gran premio è «un appuntamento importante per il Paese» e aggiunge: «Io prendo spesso aerei di linea, ma quando non vi sono, il vicepresidente del Consiglio è abilitato a prendere un volo di Stato. Il ministro Mastella non ha gravato di un centesimo sui conti pubblici». Per Rutelli, nel 2007 c’è stato un «drastico ridimensionamento» del ricorso e dei costi dei voli blu: 13,4 milioni e un costo stimato a fine anno di 28 milioni, con un taglio del 50 per cento rispetto al 2006.

È stata l’Udeur a presentare un’interrogazione per conoscere tutti i nomi di chi ha usato i voli di Stato nelle ultime due legislature. Il capogruppo del Campanile, Mauro Fabris, non è soddisfatto perché Rutelli non ha fornito l’elenco degli onorevoli viaggiatori e annuncia che ripresenterà l’interrogazione. «Hanno usato Mastella quale capro espiatorio della partitocrazia - protesta -. Il governo non ha detto che anche i ministri del governo precedente e quelli del governo attuale, magari Fini e Di Pietro che oggi fanno i puri, hanno girato come trottole sui voli di Stato. Noi non siamo i migliori ma nemmeno i peggiori». Mastella e il leader dell’Italia dei valori, si sa, sono antagonisti nello stesso governo, ma stavolta il partito di Di Pietro «al di là del merito» esprime solidarietà all’Udeur, «oggetto di un’evidente campagna di aggressione».

Fuori dall’aula, però, i veleni continuano a scorrere in Transatlantico. Fabris fa notare che il capogruppo Idv Donadi ha detto che Di Pietro ha usufruito di un volo blu «solo una volta», mentre a Ballarò il ministro per le Infrastrutture aveva detto che lui l’aereo di Stato lo vedeva per la prima volta in tv. «Ora - dice Fabris - sappiamo che Di Pietro ha mentito». È proprio «un’ossessione» quella di Fabris, ribatte Silvana Mura dell’Idv.