Mastella verso il patto con Berlusconi

Udeur sempre più vicino a Forza Italia. Il leader del Campanile: "Bisogna evitare che il partito venga annullato nell'irrilevanza che deriverebbe da un'esclusione dalle aule parlamentari". Primi strappi a livello regionale

Roma - L’Udeur è sempre più vicino a Silvio Berlusconi. E a un accordo elettorale con il listone Fi-An, ma nel Campanile è iniziata la "grande fuga" di molti degli assessori che governano nelle giunte di centrosinistra, a partire dalle roccaforti della Campania e della Basilicata. E per far fronte a questa emergenza Clemente Mastella domani al Consiglio nazionale "commissarierà" il partito, assumendo i poteri che spettano agli organi collegiali.

L'avvicinamento a Forza Italia Domani nella palestra comunale di Arpaise, a due chilometri da Ceppaloni, Mastella spiegherà al Consiglio nazionale dell’Udeur, i passi che si appresta a compiere alla luce anche del suo incontro di giovedì col leader azzurro e della nuova decisione del Cavaliere di dar vita alla lista unica con An e altre forze minori. Proprio quest’ultima dovrebbe essere la casa entro cui sarà ospitato l’Udeur alle elezioni del 13 aprile, almeno alla Camera dove il Campanile rinuncerebbe al proprio simbolo.

La mossa del Campanile Il possibile accorpamento fatto non sarebbe indolore. Ma Mastella ricorderà sicuramente che non sarà la prima volta: anche nel 2001 l’Udeur si presentò nella Margherita, salvo uscirne il giorno dopo il voto. Insomma, come spiega un editoriale sul quotidiano Il Campanile la prima esigenza "di evitare che il partito venga annullato nell’irrilevanza che deriverebbe da un’esclusione dalle aule parlamentari". Insomma, primum vivere, deinde philosophari, come d’altra parte disse lo stesso Mastella al congresso del dicembre 2006, quando l’Udeur decise di essere ospitato nelle liste dell’Ulivo.

La situazione a Palazzo Madama Nel colloquio tra Mastella e Berlusconi si è parlato anche di presentare il simbolo del Campanile al Senato (dove il premio di maggioranza è su base regionale), in quelle regioni dove il partito potrebbe eleggere qualche parlamentare, a partire dalla Campania. La stessa formula del 2006 ma questa volta con la Cdl. Il ribaltone delle alleanze non è però indolore ed ha prodotto i primi segnali di una «grande fuga» dei diversi assessori che governano con il centrosinistra, con conseguenze drammatiche per il partito, anche elettoralmente. L’Udeur è stato definito infatti un "partito di assessori" che governano quasi esclusivamente con l’Unione. Siccome l’elettorato del partito è fidelizzato alla persona degli assessori, se questi rimangono con il centrosinistra, potrebbero essere a rischio parte dei voti dell’Udeur. Prospettiva che indebolirebbe il potere contrattuale di Mastella al tavolo di Berlusconi.