Mastelloni diverso per Eduardo

Viviana Persiani

Questa sera, al Libero, debutta Pigiama Hotel. È uno spettacolo per parlare a tutti: a quelli che sono stati all’ospedale - per una ragione o per l’altra -, ai malati, a chi ha accompagnato qualcuno in ospedale, a chi ha scoperto un giorno che era malato e ci è caduto dentro come un tuffo improvviso.
Tablò, da domani allo Smeraldo, racconta il gioco seduttivo tra l’«artista» e la propria ispirazione, che, come fosse un sogno, si trasforma in una Musa che lui inseguirà in un fantastico e suggestivo viaggio attraverso il tempo e i luoghi che compongono il nostro immaginario romantico, come il magico balcone di Verona, il Titanic, il Moulin Rouge.
Il 27 settembre al Teatro Grassi ripartono le ospitalità del Piccolo. In scena in via Rovello, alle 19.30. Io, l’erede di Eduardo De Filippo, che inaugura la stagione del Parenti. La regia è di Andrée Ruth Shammah, protagonisti principali Geppy Glijeses e Leopoldo Mastelloni.
Martedì, all’Out Off, debutta Dimmi che sono bella. È uno spettacolo dedicato ad un’età, l’età dell’innocenza. Ai tempi della sua realizzazione l’interprete di questo lavoro (Giada Picci) aveva otto anni e suo era il punto di vista, del sogno di una bambina circa il mondo degli uomini. Ora Giada ha 13 anni e ritorna nella casa della sua infanzia protetta dalle mura di una casa ricca e nobile, in un viaggio onirico nella memoria del futuro, dove fa esperienze di donna.
Al Filodrammatici, dal 28, arriva Tre voli. La protagonista ed io narrante della storia è una ragazza sui 20 anni, che sta per sposarsi con colui che definisce «il mio finto amore»: un ragazzo-uomo molto intento a fare, che non le parla mai, costringendola ad «ascoltare» il muro del bagno, da cui arrivano i suoni di un violoncellista (J.S.) che sta studiando e provando «qualcosa».
Al Litta, dal 30 settembre, andrà in scena Connections, tre giorni di festa, durante i quali verranno presentati i dieci spettacoli selezionati tra i lavori proposti dagli oltre 20 istituti superiori di Milano e del territorio protagonisti della prima edizione milanese di Connections. Il progetto nasce con l’intento di coinvolgere i giovani (13-18 anni) in un percorso teatrale qualificato che li veda assoluti protagonisti nella messinscena di nuovi testi, scritti appositamente per loro da drammaturghi di fama internazionale.
Sempre venerdì, all’Out Off, ritorna Maggio. Tutto avviene in un interno, un luogo che tutti i personaggi hanno già vissuto almeno una volta. In una stanza esposta al vento, abbandonata, invasa da un roseto selvatico agisce una manciata di uomini e donne, raccolti come in una preghiera, soli e infuriati come in una bestemmia, guardati da vicino, tra promesse d’amore mancate, discorsi d’amore e disorientamenti.
All’Arsenale, il 1° e 2 ottobre, è in calendario Ode stradale in dieci strofe, per la regia di Sergio Porro. Grua, in albanese “donna“, tenta di tradurre in forma poetica il conflitto che la donna subisce tra la vita e la morte: un grandissimo desiderio di vivere contrapposto a una grande paura di morire; da qui la forte tensione di voler esistere a tutti i costi.