Master a Bologna per diventare manager dell’auto

Luisa Parer

Il 2006 è iniziato bene per il settore automobilistico. Il mercato, nel primo trimestre, ha visto delinearsi con chiarezza una sostenuta ripresa dopo la stagnazione del 2005. Migliorano quindi anche le prospettive di occupazione nel settore e vi è una pattuglia di giovani in pole position per entrarvi. Si tratta dei giovani laureati che stanno seguendo il Master in Analisi e Gestione del settore dell’automobile organizzato dal Centro Studi Promotor, diretto da Gian Primo Quagliano, e dalla facoltà di Scienze statistiche dell’Università di Bologna. Il master è giunto alla quinta edizione e vanta un tasso elevatissimo di impiego nel settore dei suoi diplomati. I frequentatori del corso del 2006 hanno quasi completato la formazione in aula e stanno per avviarsi, a partire da giugno, agli stage in azienda che creeranno il contatto con l’ambiente di lavoro in cui potrebbero inserirsi. Ma i frequentatori del master 2006 hanno già avuto molte occasioni per incontrare esponenti di assoluto rilievo del settore automobilistico che al Master sono stati docenti o hanno portato testimonianze. Quasi metà degli insegnamenti sono infatti impartiti da professori provenienti dal mondo dell’auto, mentre per le restanti discipline la docenza è assicurata dagli accademici dell’Università di Bologna. L’interesse delle case automobilistiche per questo master, unico in Italia, è stato molto vivo fin dall’inizio. Hanno infatti messo a disposizione borse di studio Audi, Alcantara, DaimlerChrysler, Ferrari, Fiat Auto, Maserati, Seat, Skoda, Toyota, VM Motori e Volkswagen, mentre l’elenco delle imprese che occupa attualmente giovani che hanno conseguito il master nelle passate edizioni è ancora più lungo. «Siamo molto fieri del corso - dice Quagliano, l’ideatore del master - perché tiene veramente fede alla promessa ai giovani laureati di aiutarli a fare della loro passione per l’auto una professione». Anche Paola Monari, prorettore dell’Università di Bologna e preside della facoltà di Scienze statistiche, si dichiara pienamente soddisfatta. «Abbiamo creato - spiega - un ponte tra l’università e il mondo del lavoro che sta assolvendo egregiamente alla sua funzione».