Masterchef, un format unico e quattro attori

In un'ideale staffetta con X Factor, torna su Sky Uno Masterchef Italia giunto alla sesta edizione

In un'ideale staffetta con X Factor, torna su Sky Uno Masterchef Italia giunto alla sesta edizione. Gli ingredienti, tanto per restare in tema, sono sempre gli stessi, e questa è la ragione principale dello strepitoso successo di un format che ha davvero cambiato la storia recente della televisione.

Certo, per spiegarcene i motivi, più che di un cuoco ci sarebbe bisogno di uno psicanalista. Perché così tanta gente, di qualsiasi età, classe sociale, cultura e background, sente così forte il bisogno di mettersi ai fornelli? Perché una passione dilettantesca mira a trasformarsi in una professione? Non basta che il nostro sia il Paese del miglior cibo in assoluto, con una varietà di materie prime che altrove si scordano. Si tratta probabilmente di una tendenza sempre più diffusa che riflette una particolare contingenza storica, dettata dalla crisi economica che ormai ci attanaglia da otto anni. Un tempo le persone sognavano il business, la tecnologia, grandi viaggi; ingannata dalla new economy, oggi molta gente preferisce restare a casa, provare la dimensione artigianale e terrena, andare a fare la spesa al mercato e condividere con gli altri una gioia. Non è detto che riscoprirci un popolo di agricoltori e cucinieri non costituisca alla lunga una qualità, restituendoci in fondo una dimensione più autentica e veritiera.

Centocinquanta aspiranti, tutti rigorosamente dilettanti, sono rimasti in 100. E ognuno si porta dietro la propria storia: studenti, pensionati, impiegati, disoccupati; donne e uomini; giovani (che sono la gran parte di aspiranti) e maturi. Davanti a loro una giuria spietata, ironica, talora violenta, ma fondamentalmente umana, perfettamente assortita. I quattro moschettieri del grembiule - Barbieri, Cracco, Bastianich e Cannavacciuolo - non sono soltanto tra i massimi esperti in materia: sono quattro attori che starebbero perfettamente nella commedia all'italiana, caratteristi dalla personalità strabordante e rappresentano il valore aggiunto del programma. Il professore, il bello, il cinico e il grasso è il loro titolo ideale. Illudono e disilludono, stroncano e incoraggiano, imprevedibili e pericolosi. Non stancano mai, impossibile pensare di sostituirli.

Insieme alla valutazione delle proposte dei concorrenti, i giurati sembrano davvero interessati alle piccole favole di ciascuno, frammenti di vita reale che alla fine dicono di più sull'Italia di un trattato sociologico. Per tre mesi sentiremo termini orribili come «impiattare», dovremmo sopportare ansie, pianti, isterie, ma difficilmente potremo fare a meno di simpatizzare per l'uno o l'altro concorrente. E come nello sport e nella canzone, ne diventeremo tifosi.

Un appuntamento fondamentale anche per chi non si sente cuoco ma certo ama mangiare. Masterchef è semplicemente irresistibile.

Commenti
Ritratto di Giano

Giano

Lun, 26/12/2016 - 12:21

Una volta i cuochi stavano in cucina. Ora sono sempre in TV dalla mattina alla sera. Sono diventati personaggi dello spettacolo. Non perché improvvisamente sono cambiati i cuochi, ma perché è cambiata la gente: più idiota.

Happy1937

Lun, 26/12/2016 - 17:26

A Masterchef i cuochi fanno troppo i tromboni. Alcuni lo sono per natura ( Cracco con l'aglio nell'amatriciana ), altri lo fanno perche' cosi' viene loro richiesto. Ho visto Bastianich nel corrispondente programma USA ed e' tutta un'altra persona.