Masters a Djokovic: trionfa la novità

Chiusura di stagione alla grande per il talento serbo che dopo gli Australian Open vince il Masters. Perché l'Italia non ha talenti così? 

Novak Djokovic, numero 3 della classifica mondiale, in 1 ora e 32 minuti ha conquistato il Masters di Shanghai battendo per 6-1, 7-5 Nikolay Davydenko. I due giocatori si erano incontrati nel girone all'italiana e Djokovic aveva vinto in 3 set. Vorrei sottolineare che la più bella partita di questo Master ci era stata regalata da Roger Federer e Andy Murray. Lo scozzese - già qualificato - pur di battere Roger in semifinale si è ammazzato sul campo lasciando in pasto a Davydenko, l'indomani, il fantasma di se stesso. Mi inchino alla serietà di Murray, ma la sua sconfitta evidenzia ancora una volta i difetti di una formula paradossale. Il tennis è affascinante quando segue la legge dell’eliminazione diretta. Onore a Djokivic che dopo aver vinto gli Australian Open e gli Internazionali d'Italia porta a casa il suo terzo grande successo. Ora per concludere la stagione rimane la finale di Coppa Davis che giocheranno Argentina e Spagna, senza Nadal più acciaccato che mai. Parlando di bilanci voglio rubare una affermazione a Nicola Pietrangeli. Ai tifosi che gli chiedono come mai non abbiamo un campione come Djokovic, lui risponde che i buoni giocatori si costruiscono mentre i campioni sono un dono di Dio! Noi, appena ne abbiamo mezzo (vedi caso Bolelli) non sappiamo gestirlo, però è vero che Usa e Australia, due nazioni che hanno fatto la storia del tennis, da troppo tempo non vincono più, come non vince la Germania da quando sono spariti Becker e la Graf, come da 70 anni non vince l'Inghilterra, Paese che ha inventato il tennis. E, infine, per quale assurdo mistero a distanza di una generazione la Svizzera ha avuto in regalo Martina Hingis e Roger Federer?